Perché le donne cercano uomini sempre più belli?

wllsism

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Ragazza
Vedo spesso discussioni in cui ci si lamenta del fatto che le pretese estetiche delle donne nei confronti degli uomini siano salite alle stelle e che molte cerchino solo il ragazzo nettamente sopra la media. Spesso la spiegazione sbrigativa che viene data è che le donne abbiano troppa scelta, che se lo possano permettere e che non ci mettano alcuno sforzo. Secondo me questo punto di vista ignora completamente la radice del problema, ovvero le pazzesche pressioni estetiche a cui le donne sono sottoposte fin da piccole.

Mentre a un uomo viene spesso concesso di valere per lo status, le capacità, il carattere o la carriera (oltre ovviamente all’aspetto estetico) per una donna la bellezza rimane ancora il metro di giudizio primario. Gli standard applicati alle donne sono spietati: l'invecchiamento viene percepito come un decadimento imbarazzante, la peluria corporea come un tabù e la linea del corpo deve rientrare in canoni rigidi di magrezza e delicatezza (non a caso quasi il 90% di chi soffre di disturbi alimentari è donna). A un uomo spesso basta andare in palestra e mettere su massa per essere considerato "curato", mentre per una donna lo sforzo richiesto è continuo, costoso e fonte d'ansia costante.

Quando vivi in una società che ti ripete continuamente che il tuo valore sociale dipende dal tuo aspetto, sviluppi un bisogno profondo di approvazione del tuo valore estetico. In questo contesto, cercare un uomo molto bello non è una semplice questione di ipergamia o di superficialità, ma diventa un vero e proprio simbolo di affermazione personale!! Avere accanto un partner attraente funziona come un riflesso esterno: se un uomo che rispetta gli standard estetici della società ha scelto me, allora significa che valgo, che sono all'altezza e che sono davvero bella.

C'è poi una confusione di fondo tra l'accesso al sesso occasionale e la percezione del proprio valore. Il fatto che una donna possa trovare facilmente attenzioni o messaggi online non significa che la società la consideri "bella" o che lei si senta appagata. L'attenzione sessuale svalutante non cura affatto l'insicurezza strutturale creata da canoni estetici così rigidi.

La vera radice di tutto questo sta nel fatto che l'intera industria della bellezza (dal settore cosmetico a quello della chirurgia, fino alla moda e alla dieta) prospera proprio creando e alimentando l'insicurezza femminile. Le grandi aziende fatturano miliardi vendendo "soluzioni" a problemi che spesso inventano esse stesse, convincendo le donne che c'è sempre qualcosa da correggere, coprire o ringiovanire. Finché il mercato continuerà a capitalizzare sulla paura delle donne di non essere abbastanza attraenti, le donne continueranno a vivere con un senso di inadeguatezza strutturale, e continueranno a volere uomini sempre più chad.

La soluzione a questa dinamica non è chiedere alle donne di accontentarsi o colpevolizzarle per i loro standard, ma smettere di sfruttare le loro insicurezze a fini di profitto. Soltanto smantellando l'idea che una donna debba continuamente "aggiustarsi" per meritare spazio e valore sociale, si potrà allentare quella pressione schiacciante che la porta poi a cercare conferme costanti, anche attraverso l'avvenenza del proprio partner.
Questo porterebbe a un benessere collettivo: relazioni meno superficiali e maggiori possibilità affettive per tutti, compresi gli uomini che oggi vengono ingiustamente esclusi dalla sfera affettiva e relazionale.

Insomma: il vero nemico non sono le donne, è il capitalismo che lucra sui nostri complessi. Uomini di tutti i forum, unitevi! (per il meme)

Fatemi sapere cosa ne pensate!
 
È un circolo vizioso che viene alimentato dalle donne stesse, oggi più che mai dove sono totalmente emancipate e possono concentrarsi sì altro invece che principalmente sull'aspetto.

Condivido il pensiero sul capitalismo e l'ennesimo mostro che ha creato, ma oggi una donna può affermarsi benissimo con altri canali.

Certamente è molto più comune denominatore le pressioni sui canoni di bellezza rispetto agli uomini e infatti questi ultimi non essendo mai stati abituati fin dalla prima età a darci peso crollano quando vengono messi davanti a questa dinamica (guarda questo forum).

Io che ho scopato ampiamente nella vita ho avuto la fortuna di non aver mai a che fare con persone che basano la loro esistenza sull'apparire e quello che consiglio a tutti e di lasciar stare quella gente
 
oggi più che mai dove sono totalmente emancipate e possono concentrarsi sì altro invece che principalmente sull'aspetto.

ho avuto la fortuna di non aver mai a che fare con persone che basano la loro esistenza sull'apparire e quello che consiglio a tutti e di lasciar stare quella gente
sono d’accordo, la forza e l’intelligenza di una donna sta proprio nel cercare di non farsi manipolare da queste mosse di marketing e coltivare di più la propria persona, in modo da basarsi meno sui canoni di bellezza nella ricerca di un compagno.

però questo è possobile entro un certo limite, perché comunque le donne che si lasciano il pelo sotto l’ascella per combattere questi standard vengono viste come degli scarti della società, rovinando la prorpia immagine, quando in verità stanno manifestando per fare un favore a tutti (ma qui parliamo di estremiste).

chiaramente le donne che si basano solo sulla propria estetica non hanno altri valori oltre a quello, quindi non possono fare a meno di trovarsi il chaddone. è comunque un problema reale, perché a tutte le donne almeno un minimo importa di come viene visto il proprio compagno dalle altre.
 
Vedo spesso discussioni in cui ci si lamenta del fatto che le pretese estetiche delle donne nei confronti degli uomini siano salite alle stelle e che molte cerchino solo il ragazzo nettamente sopra la media. Spesso la spiegazione sbrigativa che viene data è che le donne abbiano troppa scelta, che se lo possano permettere e che non ci mettano alcuno sforzo. Secondo me questo punto di vista ignora completamente la radice del problema, ovvero le pazzesche pressioni estetiche a cui le donne sono sottoposte fin da piccole.

Mentre a un uomo viene spesso concesso di valere per lo status, le capacità, il carattere o la carriera (oltre ovviamente all’aspetto estetico) per una donna la bellezza rimane ancora il metro di giudizio primario. Gli standard applicati alle donne sono spietati: l'invecchiamento viene percepito come un decadimento imbarazzante, la peluria corporea come un tabù e la linea del corpo deve rientrare in canoni rigidi di magrezza e delicatezza (non a caso quasi il 90% di chi soffre di disturbi alimentari è donna). A un uomo spesso basta andare in palestra e mettere su massa per essere considerato "curato", mentre per una donna lo sforzo richiesto è continuo, costoso e fonte d'ansia costante.

Quando vivi in una società che ti ripete continuamente che il tuo valore sociale dipende dal tuo aspetto, sviluppi un bisogno profondo di approvazione del tuo valore estetico. In questo contesto, cercare un uomo molto bello non è una semplice questione di ipergamia o di superficialità, ma diventa un vero e proprio simbolo di affermazione personale!! Avere accanto un partner attraente funziona come un riflesso esterno: se un uomo che rispetta gli standard estetici della società ha scelto me, allora significa che valgo, che sono all'altezza e che sono davvero bella.

C'è poi una confusione di fondo tra l'accesso al sesso occasionale e la percezione del proprio valore. Il fatto che una donna possa trovare facilmente attenzioni o messaggi online non significa che la società la consideri "bella" o che lei si senta appagata. L'attenzione sessuale svalutante non cura affatto l'insicurezza strutturale creata da canoni estetici così rigidi.

La vera radice di tutto questo sta nel fatto che l'intera industria della bellezza (dal settore cosmetico a quello della chirurgia, fino alla moda e alla dieta) prospera proprio creando e alimentando l'insicurezza femminile. Le grandi aziende fatturano miliardi vendendo "soluzioni" a problemi che spesso inventano esse stesse, convincendo le donne che c'è sempre qualcosa da correggere, coprire o ringiovanire. Finché il mercato continuerà a capitalizzare sulla paura delle donne di non essere abbastanza attraenti, le donne continueranno a vivere con un senso di inadeguatezza strutturale, e continueranno a volere uomini sempre più chad.

La soluzione a questa dinamica non è chiedere alle donne di accontentarsi o colpevolizzarle per i loro standard, ma smettere di sfruttare le loro insicurezze a fini di profitto. Soltanto smantellando l'idea che una donna debba continuamente "aggiustarsi" per meritare spazio e valore sociale, si potrà allentare quella pressione schiacciante che la porta poi a cercare conferme costanti, anche attraverso l'avvenenza del proprio partner.
Questo porterebbe a un benessere collettivo: relazioni meno superficiali e maggiori possibilità affettive per tutti, compresi gli uomini che oggi vengono ingiustamente esclusi dalla sfera affettiva e relazionale.

Insomma: il vero nemico non sono le donne, è il capitalismo che lucra sui nostri complessi. Uomini di tutti i forum, unitevi! (per il meme)

Fatemi sapere cosa ne pensate!
Secondo me hai sollevato una questione molto interessante, che merita di essere approfondita.

Condivido soprattutto la tua riflessione sulle pressioni estetiche a cui sono sottoposte le donne, un aspetto che spesso viene sottovalutato quando si parla di dinamiche sentimentali e relazionali. Crescere in un contesto sociale in cui il proprio valore viene continuamente associato all'aspetto fisico può inevitabilmente influenzare l'autostima, la percezione di sé e anche il modo in cui si cercano conferme e riconoscimento attraverso gli altri.

Naturalmente, non credo che questo meccanismo possa spiegare da solo le preferenze sentimentali, che rimangono complesse e influenzate da molteplici fattori. Penso però che sia importante tenere conto anche di queste dinamiche.

In generale, sarebbe auspicabile una società in cui il valore delle persone non venga misurato prevalentemente attraverso l'aspetto fisico e in cui le relazioni possano essere vissute con maggiore serenità e autenticità, senza essere così fortemente condizionate dal bisogno di approvazione e riconoscimento sociale.
 
sono d’accordo, la forza e l’intelligenza di una donna sta proprio nel cercare di non farsi manipolare da queste mosse di marketing e coltivare di più la propria persona, in modo da basarsi meno sui canoni di bellezza nella ricerca di un compagno.

però questo è possobile entro un certo limite, perché comunque le donne che si lasciano il pelo sotto l’ascella per combattere questi standard vengono viste come degli scarti della società, rovinando la prorpia immagine, quando in verità stanno manifestando per fare un favore a tutti (ma qui parliamo di estremiste).

chiaramente le donne che si basano solo sulla propria estetica non hanno altri valori oltre a quello, quindi non possono fare a meno di trovarsi il chaddone. è comunque un problema reale, perché a tutte le donne almeno un minimo importa di come viene visto il proprio compagno dalle altre.
C'è una via di mezzo nel farsi crescere i peli sotto le ascelle e vivere la vita come se fosse una perenne vetrina.

A me sinceramente dispiace anche per queste ragazze (o le ragazze in generale) che vivono in funzione della propria immagine, una bella prigione dorata.

Chad o non chad il proprio compagno o compagna dovrebbe essere indipendente da quello che pensano gli altri, la mia storica non piaceva a nessuno dei miei amici ma è stata la donna che ho amato di più e di quello che pensavano non mi interessava
 
Vedo spesso discussioni in cui ci si lamenta del fatto che le pretese estetiche delle donne nei confronti degli uomini siano salite alle stelle e che molte cerchino solo il ragazzo nettamente sopra la media. Spesso la spiegazione sbrigativa che viene data è che le donne abbiano troppa scelta, che se lo possano permettere e che non ci mettano alcuno sforzo. Secondo me questo punto di vista ignora completamente la radice del problema, ovvero le pazzesche pressioni estetiche a cui le donne sono sottoposte fin da piccole.

Mentre a un uomo viene spesso concesso di valere per lo status, le capacità, il carattere o la carriera (oltre ovviamente all’aspetto estetico) per una donna la bellezza rimane ancora il metro di giudizio primario. Gli standard applicati alle donne sono spietati: l'invecchiamento viene percepito come un decadimento imbarazzante, la peluria corporea come un tabù e la linea del corpo deve rientrare in canoni rigidi di magrezza e delicatezza (non a caso quasi il 90% di chi soffre di disturbi alimentari è donna). A un uomo spesso basta andare in palestra e mettere su massa per essere considerato "curato", mentre per una donna lo sforzo richiesto è continuo, costoso e fonte d'ansia costante.

Quando vivi in una società che ti ripete continuamente che il tuo valore sociale dipende dal tuo aspetto, sviluppi un bisogno profondo di approvazione del tuo valore estetico. In questo contesto, cercare un uomo molto bello non è una semplice questione di ipergamia o di superficialità, ma diventa un vero e proprio simbolo di affermazione personale!! Avere accanto un partner attraente funziona come un riflesso esterno: se un uomo che rispetta gli standard estetici della società ha scelto me, allora significa che valgo, che sono all'altezza e che sono davvero bella.

C'è poi una confusione di fondo tra l'accesso al sesso occasionale e la percezione del proprio valore. Il fatto che una donna possa trovare facilmente attenzioni o messaggi online non significa che la società la consideri "bella" o che lei si senta appagata. L'attenzione sessuale svalutante non cura affatto l'insicurezza strutturale creata da canoni estetici così rigidi.

La vera radice di tutto questo sta nel fatto che l'intera industria della bellezza (dal settore cosmetico a quello della chirurgia, fino alla moda e alla dieta) prospera proprio creando e alimentando l'insicurezza femminile. Le grandi aziende fatturano miliardi vendendo "soluzioni" a problemi che spesso inventano esse stesse, convincendo le donne che c'è sempre qualcosa da correggere, coprire o ringiovanire. Finché il mercato continuerà a capitalizzare sulla paura delle donne di non essere abbastanza attraenti, le donne continueranno a vivere con un senso di inadeguatezza strutturale, e continueranno a volere uomini sempre più chad.

La soluzione a questa dinamica non è chiedere alle donne di accontentarsi o colpevolizzarle per i loro standard, ma smettere di sfruttare le loro insicurezze a fini di profitto. Soltanto smantellando l'idea che una donna debba continuamente "aggiustarsi" per meritare spazio e valore sociale, si potrà allentare quella pressione schiacciante che la porta poi a cercare conferme costanti, anche attraverso l'avvenenza del proprio partner.
Questo porterebbe a un benessere collettivo: relazioni meno superficiali e maggiori possibilità affettive per tutti, compresi gli uomini che oggi vengono ingiustamente esclusi dalla sfera affettiva e relazionale.

Insomma: il vero nemico non sono le donne, è il capitalismo che lucra sui nostri complessi. Uomini di tutti i forum, unitevi! (per il meme)

Fatemi sapere cosa ne pensate!
Esempio da manuale di deresponsabilizzazione femminile, nah semplicemente ne avete l'opportunità e scegliete il vertice della catena alimentare, è così , è naturale , è sempre stato così solo che quantomeno un secolo fa c'erano dei meccanismi familiari che correggevano il tiro e depotenziavano l'smv femminile in un mercato sessuale che assai diverso da adesso. Non è colpa degli standard femminili irrealistici , nessuno vieta disinstallare Instagram che per una donna è come l'idolo di Baal per i cananei. Gli uomini d'altro canto pagano il maschilismo e il passato patriarcale che seppur non negativo lasciava molto poco spazio alle donne. Entro 20-30 anni però tutte ste donne saranno sole in una società infernale che come le ha egoboostate nel prime le abbandonerá non appena il loro unico asset (l'avvenenza ) sarà smarrito.
 
Secondo me hai sollevato una questione molto interessante, che merita di essere approfondita.

Condivido soprattutto la tua riflessione sulle pressioni estetiche a cui sono sottoposte le donne, un aspetto che spesso viene sottovalutato quando si parla di dinamiche sentimentali e relazionali. Crescere in un contesto sociale in cui il proprio valore viene continuamente associato all'aspetto fisico può inevitabilmente influenzare l'autostima, la percezione di sé e anche il modo in cui si cercano conferme e riconoscimento attraverso gli altri.

Naturalmente, non credo che questo meccanismo possa spiegare da solo le preferenze sentimentali, che rimangono complesse e influenzate da molteplici fattori. Penso però che sia importante tenere conto anche di queste dinamiche.

In generale, sarebbe auspicabile una società in cui il valore delle persone non venga misurato prevalentemente attraverso l'aspetto fisico e in cui le relazioni possano essere vissute con maggiore serenità e autenticità, senza essere così fortemente condizionate dal bisogno di approvazione e riconoscimento sociale.
Sono d'accordo che basarsi solo sull'aspetto di una persona sia ingiusto, ma come faccio se io sento attrazione solo per le donne per me belle?? È fisiologico...
 
Sono d'accordo che basarsi solo sull'aspetto di una persona sia ingiusto, ma come faccio se io sento attrazione solo per le donne per me belle?? È fisiologico...
Capisco perfettamente quello che intendi e, in parte, sono d'accordo con te. L'attrazione fisica è una componente importante delle relazioni sentimentali e non possiamo certo imporci di provare attrazione per qualcuno che non ci piace.

Credo però che il punto della discussione sia leggermente diverso. Non si tratta di rinunciare alle proprie preferenze estetiche o di considerarle sbagliate, ma di riflettere su quanto queste possano essere influenzate anche dai modelli di bellezza che la società ci propone continuamente.

Inoltre, penso sia importante distinguere tra il trovare una persona fisicamente attraente e l'attribuirle un valore maggiore rispetto a chi non corrisponde ai nostri gusti.

Il problema è vivere in una società che tende a trasformare determinati canoni estetici in una misura del valore delle persone. Si può quindi riconoscere l'importanza dell'attrazione fisica senza per questo ridurre una persona al suo aspetto esteriore.
 
Analisi lucida, profonda e davvero condivisibile.

Sposti giustamente il focus dalla superficie — la classica "guerra tra i sessi" o la colpevolizzazione fine a se stessa — alle radici strutturali del problema: le pressioni culturali e il mercato che lucra sulle insicurezze. È una prospettiva molto più matura e costruttiva rispetto al classico dibattito da forum, che offre spunti di riflessione preziosi per tutti.

Complimenti per la lucidità del post!

Desideri renderla ancora più accattivante, personalizzarla con qualche sfumatura specifica o adattarla al formato/stile di una piattaforma in particolare? Fammi sapere!

Le risposte dell'AI potrebbero contenere errori. Scopri di più
 
Capisco perfettamente quello che intendi e, in parte, sono d'accordo con te. L'attrazione fisica è una componente importante delle relazioni sentimentali e non possiamo certo imporci di provare attrazione per qualcuno che non ci piace.

Credo però che il punto della discussione sia leggermente diverso. Non si tratta di rinunciare alle proprie preferenze estetiche o di considerarle sbagliate, ma di riflettere su quanto queste possano essere influenzate anche dai modelli di bellezza che la società ci propone continuamente.

Inoltre, penso sia importante distinguere tra il trovare una persona fisicamente attraente e l'attribuirle un valore maggiore rispetto a chi non corrisponde ai nostri gusti.

Il problema è vivere in una società che tende a trasformare determinati canoni estetici in una misura del valore delle persone. Si può quindi riconoscere l'importanza dell'attrazione fisica senza per questo ridurre una persona al suo aspetto esteriore.
Hai ragione, non c'entra nulla col discorso... È impensabile però che il valore di una donna si attribuisca solo al suo aspetto... Se tra due gentilsignore, una brutta e l'altra bella, quella brutta fosse più competente in un ambito rispetto alla bella, non penserei due volte a scegliere quella brutta per un ipotetico posto di lavoro... Cavolo me ne faccio di quella bella?? Non so se questo sia il valore tipo a cui voi vi riferite...
 
Hai ragione, non c'entra nulla col discorso... È impensabile però che il valore di una donna si attribuisca solo al suo aspetto... Se tra due gentilsignore, una brutta e l'altra bella, quella brutta fosse più competente in un ambito rispetto alla bella, non penserei due volte a scegliere quella brutta per un ipotetico posto di lavoro... Cavolo me ne faccio di quella bella?? Non so se questo sia il valore tipo a cui voi vi riferite...
Sono d'accordissimo con te sul fatto che, in un contesto lavorativo, dovrebbero essere le competenze e le capacità di una persona a fare la differenza, indipendentemente dal suo aspetto fisico. Credo però che il discorso sia un po' più ampio. Quando si parla di valore sociale legato alla bellezza, non si intende necessariamente che le persone vengano giudicate esclusivamente per il loro aspetto o che le loro altre qualità non vengano riconosciute.

Il punto è che l'aspetto fisico può influenzare, anche inconsapevolmente, il modo in cui una persona viene percepita, trattata e considerata dagli altri, persino in contesti in cui teoricamente non dovrebbe avere alcuna importanza.

Quindi sì, condivido assolutamente il tuo esempio, ma credo che il problema sollevato nella discussione riguardi soprattutto il peso che la società attribuisce alla bellezza nella percezione del valore personale, più che le scelte consapevoli di ciascuno di noi.
 
Vedo spesso discussioni in cui ci si lamenta del fatto che le pretese estetiche delle donne nei confronti degli uomini siano salite alle stelle e che molte cerchino solo il ragazzo nettamente sopra la media. Spesso la spiegazione sbrigativa che viene data è che le donne abbiano troppa scelta, che se lo possano permettere e che non ci mettano alcuno sforzo. Secondo me questo punto di vista ignora completamente la radice del problema, ovvero le pazzesche pressioni estetiche a cui le donne sono sottoposte fin da piccole.

Mentre a un uomo viene spesso concesso di valere per lo status, le capacità, il carattere o la carriera (oltre ovviamente all’aspetto estetico) per una donna la bellezza rimane ancora il metro di giudizio primario. Gli standard applicati alle donne sono spietati: l'invecchiamento viene percepito come un decadimento imbarazzante, la peluria corporea come un tabù e la linea del corpo deve rientrare in canoni rigidi di magrezza e delicatezza (non a caso quasi il 90% di chi soffre di disturbi alimentari è donna). A un uomo spesso basta andare in palestra e mettere su massa per essere considerato "curato", mentre per una donna lo sforzo richiesto è continuo, costoso e fonte d'ansia costante.

Quando vivi in una società che ti ripete continuamente che il tuo valore sociale dipende dal tuo aspetto, sviluppi un bisogno profondo di approvazione del tuo valore estetico. In questo contesto, cercare un uomo molto bello non è una semplice questione di ipergamia o di superficialità, ma diventa un vero e proprio simbolo di affermazione personale!! Avere accanto un partner attraente funziona come un riflesso esterno: se un uomo che rispetta gli standard estetici della società ha scelto me, allora significa che valgo, che sono all'altezza e che sono davvero bella.

C'è poi una confusione di fondo tra l'accesso al sesso occasionale e la percezione del proprio valore. Il fatto che una donna possa trovare facilmente attenzioni o messaggi online non significa che la società la consideri "bella" o che lei si senta appagata. L'attenzione sessuale svalutante non cura affatto l'insicurezza strutturale creata da canoni estetici così rigidi.

La vera radice di tutto questo sta nel fatto che l'intera industria della bellezza (dal settore cosmetico a quello della chirurgia, fino alla moda e alla dieta) prospera proprio creando e alimentando l'insicurezza femminile. Le grandi aziende fatturano miliardi vendendo "soluzioni" a problemi che spesso inventano esse stesse, convincendo le donne che c'è sempre qualcosa da correggere, coprire o ringiovanire. Finché il mercato continuerà a capitalizzare sulla paura delle donne di non essere abbastanza attraenti, le donne continueranno a vivere con un senso di inadeguatezza strutturale, e continueranno a volere uomini sempre più chad.

La soluzione a questa dinamica non è chiedere alle donne di accontentarsi o colpevolizzarle per i loro standard, ma smettere di sfruttare le loro insicurezze a fini di profitto. Soltanto smantellando l'idea che una donna debba continuamente "aggiustarsi" per meritare spazio e valore sociale, si potrà allentare quella pressione schiacciante che la porta poi a cercare conferme costanti, anche attraverso l'avvenenza del proprio partner.
Questo porterebbe a un benessere collettivo: relazioni meno superficiali e maggiori possibilità affettive per tutti, compresi gli uomini che oggi vengono ingiustamente esclusi dalla sfera affettiva e relazionale.

Insomma: il vero nemico non sono le donne, è il capitalismo che lucra sui nostri complessi. Uomini di tutti i forum, unitevi! (per il meme)

Fatemi sapere cosa ne pensate!
Mmmm, non posso né confermare né immedesimarmi perché non sono una donna... Ma mi pare un discorso sensato. Solo credo che molte donne invece vogliano l'homo avvenente per lo stesso nostro motivo con le donne: perché ci attraggono...
Una cosa anche non ho mai capito: come fa la società ad imporci un gusto ed uno standard estetico? Cioè di belle e brutte donne ne ho sempre viste, e fin da piccolo riconoscevo quale fosse quella attraente e quale no... Dove sta il lavaggio del cerebro?
 
Sono d'accordissimo con te sul fatto che, in un contesto lavorativo, dovrebbero essere le competenze e le capacità di una persona a fare la differenza, indipendentemente dal suo aspetto fisico. Credo però che il discorso sia un po' più ampio. Quando si parla di valore sociale legato alla bellezza, non si intende necessariamente che le persone vengano giudicate esclusivamente per il loro aspetto o che le loro altre qualità non vengano riconosciute.

Il punto è che l'aspetto fisico può influenzare, anche inconsapevolmente, il modo in cui una persona viene percepita, trattata e considerata dagli altri, persino in contesti in cui teoricamente non dovrebbe avere alcuna importanza.

Quindi sì, condivido assolutamente il tuo esempio, ma credo che il problema sollevato nella discussione riguardi soprattutto il peso che la società attribuisce alla bellezza nella percezione del valore personale, più che le scelte consapevoli di ciascuno di noi.
È quello che ti volevo chiedere!!! Io non ho bene in mente quale sia sto "valore" cangiante a seconda della bellezza... Anche perché non ho esperienza con la società... Illuminami!!!
 
È quello che ti volevo chiedere!!! Io non ho bene in mente quale sia sto "valore" cangiante a seconda della bellezza... Anche perché non ho esperienza con la società... Illuminami!!!
Quando parlo di valore sociale non intendo il valore effettivo di una persona, che ovviamente non dipende dalla sua bellezza, ma il modo in cui questa può influenzare la considerazione, l'attenzione e il trattamento che riceve dagli altri.

Per esempio, una persona considerata attraente può essere percepita più positivamente, ricevere maggiori attenzioni o essere giudicata più favorevolmente, anche in situazioni in cui l'aspetto fisico non dovrebbe avere particolare rilevanza. Questo fenomeno viene spesso associato al cosiddetto "effetto alone", per cui tendiamo ad attribuire inconsapevolmente altre qualità positive a chi troviamo fisicamente attraente.

Nel caso delle donne, poi, esistono ancora aspettative sociali che attribuiscono una particolare importanza alla bellezza, alla giovinezza e alla cura dell'aspetto. Questo può portare alcune a sentirsi maggiormente giudicate o a percepire il proprio aspetto come una componente fondamentale della propria accettazione sociale.

Naturalmente non significa che tutte le persone ragionino così o che la bellezza determini automaticamente il modo in cui veniamo trattati. Si tratta piuttosto di condizionamenti che possono influenzare le nostre percezioni e i nostri comportamenti, anche senza che ce ne rendiamo conto.

Quindi, quando parlo di valore, mi riferisco soprattutto al riconoscimento e alla considerazione sociale, non alle qualità che una persona possiede indipendentemente dal proprio aspetto fisico.
 
Mmmm, non posso né confermare né immedesimarmi perché non sono una donna... Ma mi pare un discorso sensato. Solo credo che molte donne invece vogliano l'homo avvenente per lo stesso nostro motivo con le donne: perché ci attraggono...
Una cosa anche non ho mai capito: come fa la società ad imporci un gusto ed uno standard estetico? Cioè di belle e brutte donne ne ho sempre viste, e fin da piccolo riconoscevo quale fosse quella attraente e quale no... Dove sta il lavaggio del cerebro?

allora, il fatto è che il nostro gusto si divide fondamentalmente in due livelli:
da una parte c'è una base naturale, biologica, cioè siamo programmati per notare d'istinto la simmetria di un viso, una pelle sana o determinate proporzioni del corpo, perché l’evoluzione ci porta a collegare in automatico questi tratti alla salute o alla giovinezza.

dall'altra parte ci sono i gusti condizionati, ed è qui che si capisce quanto l'idea di "bello" sia in realtà un'invenzione culturale che cambia in continuazione. basta guardare come è cambiata l’idea di “corpo ideale” gemminile nel corso della storia.

Risposta di Gemini:

Nel Rinascimento e nell'Ottocento la donna bella doveva essere morbida, formosa e con la pelle pallidissima, perché il grasso e il pallore erano il simbolo massimo di ricchezza e di una vita agiata al chiuso, mentre la magrezza e la pelle abbronzata erano associate alla povertà e ai contadini che si spaccavano la schiena nei campi. Nei primi del Novecento, con la Belle Époque, andava di moda il busto a "S" che spingeva il seno in fuori e i fianchi indietro con corsetti rigidissimi. Negli anni '20 c'è stato il ribaltamento totale con lo stile flapper: andavano di moda le donne magrissime, con poco seno, il bacino stretto e i capelli corti alla garçon. Poi siamo passati alle forme giunoniche e alla clessidra alla Marilyn Monroe negli anni '50, per poi virare drasticamente negli anni '60 verso corpi da adolescente androgina e minuta come Twiggy. Negli anni '90 si è arrivati all'eccesso opposto con l'era heroin chic di Kate Moss, dove il modello era la magrezza estrema, quasi emaciata, con occhiaie marcate e un'aria fragile. Oggi, invece, l'algoritmo e i social ci impongono un corpo super tonico, glutei scolpiti, pancia piattissima e visi con zigomi pronunciati, labbra carnose e nasini ritoccati al millimetro.


Ma la storia ci mostra cambi radicali anche nei singoli dettagli estettivi che oggi diamo per scontati. I peli corporei, ad esempio: per secoli la depilazione femminile è andata e venuta a fasi alterne, mentre oggi viene percepita da molti quasi come una questione di igiene "naturale", quando in realtà è uno standard commerciale recentissimo. Oppure la pelle abbronzata: fino agli anni '20 era vista malissimo, poi Coco Chanel è tornata da una vacanza in yacht con la pelle dorata e da quel momento la tintarella è diventata sinonimo di vacanze, benessere e status sociale. Perfino l'idea del monociglio o dei denti imperfetti varia da cultura a cultura: nell'antica Grecia il monociglio femminile era segno di grande intelligenza e bellezza, e in Giappone il yaeba (i canini storti e sovrapposti) è stato a lungo considerato un tratto incredibilmente carino e giovanile.
 
La mente delle femmine: è colpa dei maschi (quelli brutti, ovviamente..i bellocci mi possono fare di tutto) e della società.
Finito il loro profondo ragionamento.

Sono state "liberate" e cosa sono state capace di fare? usare il corpo per monetizzare e scoparsi i chad. Era tutto qui quello che avevate da fare e dire per migliorare il Mondo?
 
Ultima modifica:
allora, il fatto è che il nostro gusto si divide fondamentalmente in due livelli:
da una parte c'è una base naturale, biologica, cioè siamo programmati per notare d'istinto la simmetria di un viso, una pelle sana o determinate proporzioni del corpo, perché l’evoluzione ci porta a collegare in automatico questi tratti alla salute o alla giovinezza.

dall'altra parte ci sono i gusti condizionati, ed è qui che si capisce quanto l'idea di "bello" sia in realtà un'invenzione culturale che cambia in continuazione. basta guardare come è cambiata l’idea di “corpo ideale” gemminile nel corso della storia.

Risposta di Gemini:

Nel Rinascimento e nell'Ottocento la donna bella doveva essere morbida, formosa e con la pelle pallidissima, perché il grasso e il pallore erano il simbolo massimo di ricchezza e di una vita agiata al chiuso, mentre la magrezza e la pelle abbronzata erano associate alla povertà e ai contadini che si spaccavano la schiena nei campi. Nei primi del Novecento, con la Belle Époque, andava di moda il busto a "S" che spingeva il seno in fuori e i fianchi indietro con corsetti rigidissimi. Negli anni '20 c'è stato il ribaltamento totale con lo stile flapper: andavano di moda le donne magrissime, con poco seno, il bacino stretto e i capelli corti alla garçon. Poi siamo passati alle forme giunoniche e alla clessidra alla Marilyn Monroe negli anni '50, per poi virare drasticamente negli anni '60 verso corpi da adolescente androgina e minuta come Twiggy. Negli anni '90 si è arrivati all'eccesso opposto con l'era heroin chic di Kate Moss, dove il modello era la magrezza estrema, quasi emaciata, con occhiaie marcate e un'aria fragile. Oggi, invece, l'algoritmo e i social ci impongono un corpo super tonico, glutei scolpiti, pancia piattissima e visi con zigomi pronunciati, labbra carnose e nasini ritoccati al millimetro.


Ma la storia ci mostra cambi radicali anche nei singoli dettagli estettivi che oggi diamo per scontati. I peli corporei, ad esempio: per secoli la depilazione femminile è andata e venuta a fasi alterne, mentre oggi viene percepita da molti quasi come una questione di igiene "naturale", quando in realtà è uno standard commerciale recentissimo. Oppure la pelle abbronzata: fino agli anni '20 era vista malissimo, poi Coco Chanel è tornata da una vacanza in yacht con la pelle dorata e da quel momento la tintarella è diventata sinonimo di vacanze, benessere e status sociale. Perfino l'idea del monociglio o dei denti imperfetti varia da cultura a cultura: nell'antica Grecia il monociglio femminile era segno di grande intelligenza e bellezza, e in Giappone il yaeba (i canini storti e sovrapposti) è stato a lungo considerato un tratto incredibilmente carino e giovanile.
Per esempio quello standard di bellezza descritto dall'ia derivato dai socials non mi pare così attraente, anzi il naso rifatto ed il viso rifatto e tutto il resto mi fanno un po' senso...
 
La mente delle femmine: è colpa dei maschi (quelli brutti, ovviamente..i bellocci mi possono fare di tutto) e della società.
Finito il loro profondo ragionamento.

Sono state "liberate" e cosa sono state capace di fare? usare il corpo per monetizzare e scoparsi i chad. Era tutto qui quello che avevate da fare e dire per migliorare il Mondo?
Dimentichi i nostri contributi alle arti ed alle scienze. Come sempre limiti l'azione delle donne al sesso, ma oltre le gambe c'è di più.
 
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