allora stasera stavo copando con un filmettino sul Vietnam, we were soldiers, e poi con chat gpt dal parlare un attimo della storia di tutto ciò siamo finiti a parlare di comunismo e questo è quello che mi ha scritto lui...
Guarda, secondo me hai centrato una delle questioni più interessanti di tutta la storia del pensiero politico. E la tua intuizione è in buona parte corretta, ma c'è una distinzione importante che cambia parecchio il discorso.
La distinzione è questa: il comunismo come società finale immaginata da Marx non è la stessa cosa dei regimi che storicamente hanno governato in nome del comunismo.
E non è soltanto una scappatoia inventata dopo i fallimenti del Novecento: la differenza è già presente nella teoria marxista.
Enciclopedia di Filosofia di Stanford
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Marx non immaginava semplicemente uno Stato che possiede tutte le fabbriche e distribuisce i beni. Il suo obiettivo era trasformare radicalmente i rapporti economici e sociali che, secondo lui, generano le classi e lo sfruttamento.
Nel suo modello ideale, la società comunista avrebbe queste caratteristiche:
Se guardiamo all'Unione Sovietica di Stalin, alla Cina di Mao o al Vietnam contemporaneo, troviamo partiti dominanti, apparati statali, polizia, esercito e gerarchie politiche. In alcuni casi, una concentrazione enorme del potere.
Sembra esattamente il contrario della società senza classi e senza Stato descritta da Marx.
Questa è una semplificazione del percorso teorico, non una legge storica dimostrata. Marx non ha lasciato un progetto istituzionale dettagliato per realizzare la società finale, e le interpretazioni del suo pensiero divergono.
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E qui nasce la tua obiezione più forte: se il potere viene concentrato nello Stato per arrivare a una società senza Stato, che cosa impedisce a chi controlla lo Stato di non volerlo più abbandonare?
È un problema enorme. Un partito può dichiarare di rappresentare i lavoratori, ma questo non garantisce che i lavoratori possano davvero controllare il partito.
Anzi, quando chi governa controlla anche le istituzioni, le risorse economiche e gli strumenti di repressione, può avere forti incentivi a conservare il proprio potere anziché rinunciarvi.
È una delle critiche più importanti all'esperienza storica del comunismo.
Il primo è economico.
Come si organizzerebbe la produzione di milioni di beni e servizi? Chi deciderebbe quanti medici servono, quante abitazioni costruire, quali tecnologie sviluppare e come distribuire le risorse scarse?
Un'economia complessa richiede una quantità enorme di informazioni e decisioni. I critici della pianificazione centralizzata sostengono che un'autorità centrale fatichi a raccogliere e utilizzare tutte queste informazioni in modo efficiente. I sostenitori del socialismo rispondono che esistono anche strumenti di pianificazione decentralizzata, cooperative e forme di coordinamento democratico. Il problema non è risolto semplicemente invocando la proprietà collettiva.
Internet Encyclopedia of Philosophy
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Il secondo è psicologico e sociale.
Marx immaginava una società in cui lo sviluppo delle capacità umane e l'organizzazione della produzione avrebbero reso possibile distribuire secondo i bisogni.
Ma cosa succede se un bene è scarso? Se tutti vogliono la stessa casa, la stessa posizione lavorativa o lo stesso prodotto, chi stabilisce le priorità?
E se alcune persone contribuiscono molto meno di altre, mentre tutti ricevono ciò di cui hanno bisogno?
Non è detto che questi problemi rendano impossibile ogni forma di comunismo, ma sono questioni concrete alle quali un sistema dovrebbe trovare risposte. L'abbondanza materiale, inoltre, non elimina necessariamente i conflitti tra preferenze individuali.
Il terzo è politico, e secondo me è quello più direttamente collegato alla tua intuizione.
Anche se riuscissimo a organizzare perfettamente la produzione e la distribuzione, resterebbe da capire chi prende le decisioni collettive e come impedire che si formi una nuova élite dominante.
Una società senza uno Stato coercitivo dovrebbe comunque risolvere conflitti, coordinare attività comuni e proteggere le persone dagli abusi. Non basta abolire formalmente il governo: bisogna spiegare come quelle funzioni verrebbero svolte senza ricreare strutture di potere incontrollate.
DOMANDA CHE GLI HO FATTO IO: alla fine se il governo dovesse anche definitivamente sparire sarebbe come tornare nel passato no? ognuno bada a se stesso, senza nessuna tutela e nessun servizio
La tua intuizione è comprensibile: siamo abituati a vivere in una società in cui esistono ospedali, strade, scuole, tribunali, forze dell'ordine e sistemi pensionistici. Se eliminiamo lo Stato, chi li finanzia e chi li gestisce?
Ma attenzione: lo Stato e la società non sono la stessa cosa.
Gli esseri umani si organizzano spontaneamente anche senza un'autorità centrale che diriga ogni attività. Pensa a:
ce tanto altro ancora che non ho messo, è una roba lunga, noiosa e coposa alla fine ma sembra veramente che sta roba del "comunismo" sia irrealistica
PS. mentre io sto con chat gpt a parlare di politica e copare coi film chad stasera ha copato con una bella Stacy teen da 8
Guarda, secondo me hai centrato una delle questioni più interessanti di tutta la storia del pensiero politico. E la tua intuizione è in buona parte corretta, ma c'è una distinzione importante che cambia parecchio il discorso.
La distinzione è questa: il comunismo come società finale immaginata da Marx non è la stessa cosa dei regimi che storicamente hanno governato in nome del comunismo.
E non è soltanto una scappatoia inventata dopo i fallimenti del Novecento: la differenza è già presente nella teoria marxista.
Enciclopedia di Filosofia di Stanford
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1. Che cosa intendeva davvero Marx per comunismo?
Karl Marx
1818–1883Marx non immaginava semplicemente uno Stato che possiede tutte le fabbriche e distribuisce i beni. Il suo obiettivo era trasformare radicalmente i rapporti economici e sociali che, secondo lui, generano le classi e lo sfruttamento.
Nel suo modello ideale, la società comunista avrebbe queste caratteristiche:
- Niente classi sociali: non esisterebbe più una classe che possiede i mezzi di produzione e una che deve vendere il proprio lavoro per vivere.
- Proprietà collettiva dei mezzi di produzione: fabbriche, grandi risorse produttive e infrastrutture non sarebbero controllate privatamente da una classe proprietaria per ricavarne profitto.
- Niente Stato nel senso tradizionale: non ci sarebbe più un apparato politico coercitivo che mantiene il dominio di una classe su un'altra.
- Distribuzione secondo i bisogni: nella fase più avanzata, l'idea sarebbe contribuire secondo le proprie capacità e ricevere secondo le proprie necessità.
Se guardiamo all'Unione Sovietica di Stalin, alla Cina di Mao o al Vietnam contemporaneo, troviamo partiti dominanti, apparati statali, polizia, esercito e gerarchie politiche. In alcuni casi, una concentrazione enorme del potere.
Sembra esattamente il contrario della società senza classi e senza Stato descritta da Marx.
Questa è una semplificazione del percorso teorico, non una legge storica dimostrata. Marx non ha lasciato un progetto istituzionale dettagliato per realizzare la società finale, e le interpretazioni del suo pensiero divergono.
Enciclopedia di Filosofia di Stanford
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E qui nasce la tua obiezione più forte: se il potere viene concentrato nello Stato per arrivare a una società senza Stato, che cosa impedisce a chi controlla lo Stato di non volerlo più abbandonare?
È un problema enorme. Un partito può dichiarare di rappresentare i lavoratori, ma questo non garantisce che i lavoratori possano davvero controllare il partito.
Anzi, quando chi governa controlla anche le istituzioni, le risorse economiche e gli strumenti di repressione, può avere forti incentivi a conservare il proprio potere anziché rinunciarvi.
È una delle critiche più importanti all'esperienza storica del comunismo.
4.
Qui separerei tre problemi diversi.Il primo è economico.
Come si organizzerebbe la produzione di milioni di beni e servizi? Chi deciderebbe quanti medici servono, quante abitazioni costruire, quali tecnologie sviluppare e come distribuire le risorse scarse?
Un'economia complessa richiede una quantità enorme di informazioni e decisioni. I critici della pianificazione centralizzata sostengono che un'autorità centrale fatichi a raccogliere e utilizzare tutte queste informazioni in modo efficiente. I sostenitori del socialismo rispondono che esistono anche strumenti di pianificazione decentralizzata, cooperative e forme di coordinamento democratico. Il problema non è risolto semplicemente invocando la proprietà collettiva.
Internet Encyclopedia of Philosophy
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Il secondo è psicologico e sociale.
Marx immaginava una società in cui lo sviluppo delle capacità umane e l'organizzazione della produzione avrebbero reso possibile distribuire secondo i bisogni.
Ma cosa succede se un bene è scarso? Se tutti vogliono la stessa casa, la stessa posizione lavorativa o lo stesso prodotto, chi stabilisce le priorità?
E se alcune persone contribuiscono molto meno di altre, mentre tutti ricevono ciò di cui hanno bisogno?
Non è detto che questi problemi rendano impossibile ogni forma di comunismo, ma sono questioni concrete alle quali un sistema dovrebbe trovare risposte. L'abbondanza materiale, inoltre, non elimina necessariamente i conflitti tra preferenze individuali.
Il terzo è politico, e secondo me è quello più direttamente collegato alla tua intuizione.
Anche se riuscissimo a organizzare perfettamente la produzione e la distribuzione, resterebbe da capire chi prende le decisioni collettive e come impedire che si formi una nuova élite dominante.
Una società senza uno Stato coercitivo dovrebbe comunque risolvere conflitti, coordinare attività comuni e proteggere le persone dagli abusi. Non basta abolire formalmente il governo: bisogna spiegare come quelle funzioni verrebbero svolte senza ricreare strutture di potere incontrollate.
5.
Direi che hai ragione se per comunismo intendi la società finale, senza classi e senza Stato, descritta dalla teoria marxista: nessun Paese è riuscito a realizzarla su scala nazionale.DOMANDA CHE GLI HO FATTO IO: alla fine se il governo dovesse anche definitivamente sparire sarebbe come tornare nel passato no? ognuno bada a se stesso, senza nessuna tutela e nessun servizio
La tua intuizione è comprensibile: siamo abituati a vivere in una società in cui esistono ospedali, strade, scuole, tribunali, forze dell'ordine e sistemi pensionistici. Se eliminiamo lo Stato, chi li finanzia e chi li gestisce?
Ma attenzione: lo Stato e la società non sono la stessa cosa.
Gli esseri umani si organizzano spontaneamente anche senza un'autorità centrale che diriga ogni attività. Pensa a:
- associazioni e gruppi di volontariato;
- cooperative di lavoratori;
- comunità che gestiscono insieme risorse naturali;
- persone che si aiutano reciprocamente senza essere obbligate da una legge.
ce tanto altro ancora che non ho messo, è una roba lunga, noiosa e coposa alla fine ma sembra veramente che sta roba del "comunismo" sia irrealistica
PS. mentre io sto con chat gpt a parlare di politica e copare coi film chad stasera ha copato con una bella Stacy teen da 8