Cope Il comunismo non può esistere veramente, Marx stesso non aveva concluso le sue cose, tutto il comunismo che abbiamo visto fin ora è fake

Giustificazioni creative e scuse esistenziali

unoqualunque00

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allora stasera stavo copando con un filmettino sul Vietnam, we were soldiers, e poi con chat gpt dal parlare un attimo della storia di tutto ciò siamo finiti a parlare di comunismo e questo è quello che mi ha scritto lui...

Guarda, secondo me hai centrato una delle questioni più interessanti di tutta la storia del pensiero politico. E la tua intuizione è in buona parte corretta, ma c'è una distinzione importante che cambia parecchio il discorso.

La distinzione è questa: il comunismo come società finale immaginata da Marx non è la stessa cosa dei regimi che storicamente hanno governato in nome del comunismo.

E non è soltanto una scappatoia inventata dopo i fallimenti del Novecento: la differenza è già presente nella teoria marxista.

Enciclopedia di Filosofia di Stanford
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1. Che cosa intendeva davvero Marx per comunismo?​


Karl Marx​

1818–1883

Marx non immaginava semplicemente uno Stato che possiede tutte le fabbriche e distribuisce i beni. Il suo obiettivo era trasformare radicalmente i rapporti economici e sociali che, secondo lui, generano le classi e lo sfruttamento.
Nel suo modello ideale, la società comunista avrebbe queste caratteristiche:

  • Niente classi sociali: non esisterebbe più una classe che possiede i mezzi di produzione e una che deve vendere il proprio lavoro per vivere.
  • Proprietà collettiva dei mezzi di produzione: fabbriche, grandi risorse produttive e infrastrutture non sarebbero controllate privatamente da una classe proprietaria per ricavarne profitto.
  • Niente Stato nel senso tradizionale: non ci sarebbe più un apparato politico coercitivo che mantiene il dominio di una classe su un'altra.
  • Distribuzione secondo i bisogni: nella fase più avanzata, l'idea sarebbe contribuire secondo le proprie capacità e ricevere secondo le proprie necessità.
L'ultimo punto deriva dalla Critica del programma di Gotha del 1875. E attenzione: Marx non sosteneva che bastasse abolire la proprietà privata per ottenere automaticamente tutto questo.

Se guardiamo all'Unione Sovietica di Stalin, alla Cina di Mao o al Vietnam contemporaneo, troviamo partiti dominanti, apparati statali, polizia, esercito e gerarchie politiche. In alcuni casi, una concentrazione enorme del potere.

Sembra esattamente il contrario della società senza classi e senza Stato descritta da Marx.

Questa è una semplificazione del percorso teorico, non una legge storica dimostrata. Marx non ha lasciato un progetto istituzionale dettagliato per realizzare la società finale, e le interpretazioni del suo pensiero divergono.

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Enciclopedia di Filosofia di Stanford
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E qui nasce la tua obiezione più forte: se il potere viene concentrato nello Stato per arrivare a una società senza Stato, che cosa impedisce a chi controlla lo Stato di non volerlo più abbandonare?

È un problema enorme. Un partito può dichiarare di rappresentare i lavoratori, ma questo non garantisce che i lavoratori possano davvero controllare il partito.

Anzi, quando chi governa controlla anche le istituzioni, le risorse economiche e gli strumenti di repressione, può avere forti incentivi a conservare il proprio potere anziché rinunciarvi.

È una delle critiche più importanti all'esperienza storica del comunismo.

4.​

Qui separerei tre problemi diversi.

Il primo è economico.

Come si organizzerebbe la produzione di milioni di beni e servizi? Chi deciderebbe quanti medici servono, quante abitazioni costruire, quali tecnologie sviluppare e come distribuire le risorse scarse?

Un'economia complessa richiede una quantità enorme di informazioni e decisioni. I critici della pianificazione centralizzata sostengono che un'autorità centrale fatichi a raccogliere e utilizzare tutte queste informazioni in modo efficiente. I sostenitori del socialismo rispondono che esistono anche strumenti di pianificazione decentralizzata, cooperative e forme di coordinamento democratico. Il problema non è risolto semplicemente invocando la proprietà collettiva.

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Il secondo è psicologico e sociale.

Marx immaginava una società in cui lo sviluppo delle capacità umane e l'organizzazione della produzione avrebbero reso possibile distribuire secondo i bisogni.

Ma cosa succede se un bene è scarso? Se tutti vogliono la stessa casa, la stessa posizione lavorativa o lo stesso prodotto, chi stabilisce le priorità?

E se alcune persone contribuiscono molto meno di altre, mentre tutti ricevono ciò di cui hanno bisogno?

Non è detto che questi problemi rendano impossibile ogni forma di comunismo, ma sono questioni concrete alle quali un sistema dovrebbe trovare risposte. L'abbondanza materiale, inoltre, non elimina necessariamente i conflitti tra preferenze individuali.

Il terzo è politico, e secondo me è quello più direttamente collegato alla tua intuizione.

Anche se riuscissimo a organizzare perfettamente la produzione e la distribuzione, resterebbe da capire chi prende le decisioni collettive e come impedire che si formi una nuova élite dominante.

Una società senza uno Stato coercitivo dovrebbe comunque risolvere conflitti, coordinare attività comuni e proteggere le persone dagli abusi. Non basta abolire formalmente il governo: bisogna spiegare come quelle funzioni verrebbero svolte senza ricreare strutture di potere incontrollate.

5.​

Direi che hai ragione se per comunismo intendi la società finale, senza classi e senza Stato, descritta dalla teoria marxista: nessun Paese è riuscito a realizzarla su scala nazionale.

DOMANDA CHE GLI HO FATTO IO: alla fine se il governo dovesse anche definitivamente sparire sarebbe come tornare nel passato no? ognuno bada a se stesso, senza nessuna tutela e nessun servizio

La tua intuizione è comprensibile: siamo abituati a vivere in una società in cui esistono ospedali, strade, scuole, tribunali, forze dell'ordine e sistemi pensionistici. Se eliminiamo lo Stato, chi li finanzia e chi li gestisce?

Ma attenzione: lo Stato e la società non sono la stessa cosa.

Gli esseri umani si organizzano spontaneamente anche senza un'autorità centrale che diriga ogni attività. Pensa a:

  • associazioni e gruppi di volontariato;
  • cooperative di lavoratori;
  • comunità che gestiscono insieme risorse naturali;
  • persone che si aiutano reciprocamente senza essere obbligate da una legge.
Queste forme di collaborazione esistono già oggi. Non dimostrano, però, che sia possibile gestire allo stesso modo un'intera società industriale da decine o centinaia di milioni di persone.

ce tanto altro ancora che non ho messo, è una roba lunga, noiosa e coposa alla fine ma sembra veramente che sta roba del "comunismo" sia irrealistica

PS. mentre io sto con chat gpt a parlare di politica e copare coi film chad stasera ha copato con una bella Stacy teen da 8
 
Il comunismo è l'inferno intra-mondano. Vuole universalizzare e massimizzare i beni ontici pro capite a discapito del processo tesi-antitesi-sintesi, che è alla base del conseguimento di qualsiasi traguardo. L'utopia comunista sarebbe la morte dello spirito, della mente e dell'essere umano in quanto tale, che ha nella sua identità intrinseca l'impronta del cacciatore che è sopravvissuto uccidendo i mammoth. La storia è un continuum, come diceva Ortega y gasset.
 
Ci voleva l'opinione del baffetto @rockst_ ma ieri ha fatto una scenata isterica peggio di una sissy crossdresser e poi ha invocato il ban come una pussy
 
Sei come me fratello 😂 anche io quando sto guardando una cosa poi ogni tanto passo ad approfondire su gemini o altre Ai, comunque riguardo il discorso si, il comunismo quello vero di Marx non è giunto veramente, praticamente tutti i comunisti che ci sono stati hanno solo tratto la prima parte di quello che Marx voleva poi arrivati a un punto non sono andati avanti, sembra come che il comunismo non possa mai funzionare in grandi gruppi di persone come una nazione, ma solo in piccoli gruppi ( prendi ad esempio un clan di Clash of Clans, quello È pure comunismo ) , purtroppo si arriva a un punto dove l'individuo non è più portato a sbattersi non avendo miglioramenti e chi comanda è poi costretto a sopprimere le rivolte utilizzando la forza e si arriva alle dittature come la Corea del Nord.
L'unica cosa che funziona e mantiene mediamente la popolazione enorme di una nazione o stato o impero è il capitalismo, tutti i tentativi di comunismo sono falliti, le alternative sono un Re come il medioevo o la Corea del Nord. Il vero comunismo funzionerebbe solo in piccoli gruppi come le tribù o quelle di The Walking Dead, Alexandria o Hilltop ecc dove la comunità lavora per il bene della comunità e tutti hanno una ricompensa, non si vive per il proprio boost personale. Appunto ciò avviene in giochi online come Clash of Clans. IL Vero comunismo non può arriva si fermerà sempre.
 
Il comunismo è l'inferno intra-mondano. Vuole universalizzare e massimizzare i beni ontici pro capite a discapito del processo tesi-antitesi-sintesi, che è alla base del conseguimento di qualsiasi traguardo. L'utopia comunista sarebbe la morte dello spirito, della mente e dell'essere umano in quanto tale, che ha nella sua identità intrinseca l'impronta del cacciatore che è sopravvissuto uccidendo i mammoth. La storia è un continuum, come diceva Ortega y gasset.
Se la storia è un continuum vuol dire che è già segnata e un reset è quanto mai imminente ed è già scritto che accadrà.
 
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