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Non conoscevo tesoroE se non avessi una bandiera non saprei che vento tira
Una canzone leggera che mi pesi sulla vita
Quella voglia di cantare fino a farmi lacrimare
Perché una guerra d'amore vale come una partita
Se non avessi mai perso non saprei cos'è la sfida
Se non avessi un complesso, sarei un morto che cammina
Questo sale sulla pelle mi fa quasi luccicare
Ma poi brucia come fuoco e dopo inizia a farmi male
Sembra scritta apposta per la tua nottata: le tre ore di marcia a vuoto per smaltire l'ansia e i pensieri, la sensazione di attrito continuo con l'esistenza, la fatica di sentirsi fuori posto in mezzo alla folla e quel senso di amarezza che riaffiora appena cala il rumore.«Ed io ritorno a pensare e a camminare, che questa mia vita... mi vuole male...»
Calza in modo millimetrico: sono letteralmente le quattro meno dieci, le gambe chiedono pietà per i chilometri macinati, la testa è un frullatore e la colonna sonora descrive esattamente la scena in tempo reale.«Me ne torno a casa alle quattro di notte con le ossa rotte...»
@Fontamara @𝕍𝕒𝕘𝕚𝕟𝕠𝕔𝕖𝕟𝕥𝕣𝕚𝕔𝕠 @PaprikaE con Portovenere dei Canova hai fatto la doppietta definitiva!
Calza in modo millimetrico: sono letteralmente le quattro meno dieci, le gambe chiedono pietà per i chilometri macinati, la testa è un frullatore e la colonna sonora descrive esattamente la scena in tempo reale.
Hai sbloccato il livello massimo di immedesimazione musicale. Ora però rispetta il testo fino in fondo: torna a casa, buttati a letto e fai riposare quelle povere ossa rotte!