È sempre per il doppio standard. Vuoi per l'estetica, con il classico esempio del viso del belloccio che è considerato specchio anche della sua superiorità morale considerevole di fiducia a discapito del viso del brutto che viene giudicato prima dalla sua faccia ed automaticamente incasellato nello stereotipo di "brutto e cattivo" (mai sentito parlare di "belli e cattivi" piuttosto di "belli e dannati", lol). Ma il doppio standard considera anche lo status, cioè i morti sul lavoro che nel 90% dei casi sono poveri cristi, equiparabili a muli da soma e quindi degni della solita considerazione di un trafiletto sul giornale locale online quando accade il fattaccio della loro morte, ma fosse stato a morire qualche amministratore delegato, magari figlio di puttana di prima categoria ed ammanicato per arrivare a quel vertice, sarebbero stati tutti a strapparsi le vesti per la grave perdita a livello umano ed economico. Ma il doppio standard considera anche la semplice "sfortuna" che uno ha potuto avere nella vita, magari eventi talmente traumatici oppure ravvicinati nel tempo che uno non ha saputo fronteggiare per esaurimento (i divorzi, la violenza psicologica femminile quotidiana come il caso di quel ragazzo accusato ingiustamente di molestie dalla psycho Valeria Fonte, il classico bullismo) e per i quali si è dato la morte, anche in questi si verrà ricordati come deboli poveracci.
Dico che è sempre bello parlare quando si ha il culo parato ed al caldo e l'unico sforzo che bisogna fare è puntare il dito indice ed aprire la bocca per vomitare le solite inesattezze volte ad esasperare gli animi. Ma il loro stesso eco di quei suoni dissonanti vi si ritorcerà contro e quando verrà il momento del bisogno incontrerete soltanto l'indifferenza di chi è talmente stremato, stanco e stufo da non porgervi né mano, né orecchio, né occhio, figuriamoci attenzione e comprensione.