Ha senso cercare una fidanzata se non stimo nessuna np?

Mia sorella è una donna super intelligente, ha studiato tantissimo, ha un lavoro importante, ha una grande cultura, eccetera. Eppure non la stimo. La considero materialista, attaccata al denaro, consumista, non trovo niente di interessante in lei e non la stimo.

Se non stimo mia sorella che è molto più intelligente della media io fatico a pensare di potere mai trovare una donna che stimo e che potrebbe perciò diventare la mia fidanzata.

Credo che nella mia situazione dovrei accontentarmi del sesso occasionale, cosa che potrei fare solo ipogamando con delle 5 che non mi piacciono granchè, oppure andare a pagamento con delle >6
metodo losco, menti spudoratamente solo finché non te la da, ovviamente ti devi guardare attorno altrimenti perdi occasioni, dal momento che lei non ha più stimolo sessuale provi a starle vicino, se non c'è verso devi scaricarla
 
si ma è anche il peso di essere frustrati e fare una vita inutile senza la minima soddisfazione..
sicuramente c e gente molto più high iq che se la vive eccome e che si fa altro tipo di problemi..

ad es un high iq secondo me non si interrogherebbe neanche piu sul fatto se le donne sono delle troie.. è il loro ruolo biologico diciamo per diffondere la vita
ci metterebbe una pietra sopra e andrebbe avanti
Sono high iq più high iq di noi. Comunque è risaputo che gli high iq se la passino male proprio per il fatto che vedono il mondo per quello che è, ovvero una merda
 
Peter Singer sostiene che alcuni animali non agiscano solo in base all'istinto, ma siano autoconsapevoli. Tra questi animali autoconaspevoli inserisce i primati, i cetacei e gli elefanti. Poiché sono autoconsapevoli hanno anche un'intenzionalità nelle proprie scelte di vita.
Io invece non riesco a vedere gli animali solo come guidati dagli istinti, basta osservare il comportamento del cane per comprendere quanto sia relazionale e in qualche modo anche razionale. Quindi penso che abbiano una razionalità per certi versi simile alla nostra. Non li definirei comunque umani. Ovviamente questo è solo il mio punto di vista totalmente opinabile
Beh ci sta ognuno la pensa come vuoi. Per quanto mi riguarda, un cane è molto più umano rispetto ad una donna ipergamica. Cioè, preferirei salvare un cane piuttosto che una donna che mi schifa solo per il fatto che sono basso o brutto o altre cazzate, non sto scherzando
 
non è che devi per forza provare ammirazione verso tutte le donne..
si vive con semplicità senza porsi troppe domande ecc
cosi fanno i normies mica vanno a pensare questa la stimo la rispetto.. chissà cosa ha fatto prima chissà se vede qualcuno..
i normie vivono e basta

ma penso che ormai arrivati a questo punto sia qualcosa di impossibile.. forse se qualcuno sbatte la testa e si dimentica chi era prima è possibile

il normie vive senza rendere ogni cosa una questione filosofica di vita o di morte
Non le stimo nel senso che mi annoiano, non voglio parlarci e passarci il tempo

Ma vale pure per gli uomini eh, infatti non ho amici
 
In bioetica il concetto di persona è molto importante, perché da esso dipendono questioni delicate come l’aborto, la fecondazione assistita, la sperimentazione sugli embrioni, il fine vita, l’eutanasia, la disabilità grave e la condizione dei pazienti in stato vegetativo permanente.
Ci si interroga dunque sul significato del termine persona e se essere umano e persona coincidano sempre.
La questione è particolarmente complessa, perché il termine “essere umano” è inteso in senso biologico, cioè individuo appartenente alla specie umana, mentre il termine “persona” ha un significato morale, filosofico e giuridico e indica un soggetto portatore di dignità, diritti, interessi e valore morale.

Una prima posizione è quella personalista. Secondo questa prospettiva, ogni essere umano è persona dal momento in cui esiste come individuo umano. La dignità non dipende dalle capacità attualmente esercitate, come la razionalità, l’autonomia o la coscienza. Perciò anche l’embrione, il neonato, il paziente in coma vegetativo permanente o la persona con gravissima disabilità sono persone a pieno titolo.
Il punto forte di questa posizione è che tutela ogni essere umano, soprattutto nelle condizioni di massima fragilità. Nessuno può essere escluso dalla categoria di persona perché non è autonomo, non è cosciente o non possiede determinate capacità cognitive.

Una seconda posizione è quella funzionalista. Secondo questa prospettiva, non basta appartenere biologicamente alla specie umana per essere considerati persone in senso pieno. La persona viene definita attraverso alcune funzioni: coscienza, autocoscienza, capacità di avere preferenze e interessi. La questione riguarda quindi il rapporto tra vita biologica e vita soggettivamente vissuta. Una vita può essere presente dal punto di vista biologico, ma ci si può chiede anche se quella vita sia ancora una vita personale, cioè una vita che appartiene a qualcuno come esperienza biografica.

In questo quadro particolarmente interessante e controversa risulta la posizione Peter Singer, perché l'autore separa il valore morale dalla semplice appartenenza alla specie. Non tutti gli esseri umani, secondo Singer, sarebbero automaticamente persone nello stesso senso; al contrario, alcuni animali non umani potrebbero possedere caratteristiche personali più sviluppate di alcuni esseri umani in determinate condizioni estreme. Grandi scimmie, delfini, elefanti e altri animali socialmente e cognitivamente complessi non sarebbero dunque semplici oggetti biologici, ma soggetti portatori di interessi.

Questo sposta il discorso dal valore astratto della vita biologica alla qualità della vita dal punto di vista del soggetto che la vive. Qui però sorgono dei problemi, per esempio come valutare la condizione di chi non può esprimersi e chi ha il diritto di interpretare la volontà o il bene di un altro essere vivente.
Grazie per aver fatto copia incolla da chatgbt ma la questione è molto semplice:
io chiamo non-persona un essere umano che non dovrebbe avere la dignità morale e legale concessa dalla nascita.
Le donne stanno portando all'estinzione la nostra civiltà, vivono per se stesse, parassitano i maschi e la società in genere, non vogliono neanche più svolgere il ruolo naturale di genitrici tale per cui gli è stato concesso un privilegio nella società (questo non avviene in nessun essere vivente), vogliono legittimare l'infanticidio con l'aborto selettivo.
Insomma le donne sono contro il genere umano = sono esseri umani solo geneticamente ma non sono persone, sono altro, non so quale definizione dare.
Perfino nell'epoca patriarcale, quando l'uomo prevaricava (anche se dubito sia stato così) le donne avevano un privilegio esistenziale, la società si è evoluta.
Pensateci: uomini al potere = crescita, donne al potere = estinzione.
 
Grazie per aver fatto copia incolla da chatgbt ma la questione è molto semplice:
io chiamo non-persona un essere umano che non dovrebbe avere la dignità morale e legale concessa dalla nascita.
Le donne stanno portando all'estinzione la nostra civiltà, vivono per se stesse, parassitano i maschi e la società in genere, non vogliono neanche più svolgere il ruolo naturale di genitrici tale per cui gli è stato concesso un privilegio nella società (questo non avviene in nessun essere vivente), vogliono legittimare l'infanticidio con l'aborto selettivo.
Insomma le donne sono contro il genere umano = sono esseri umani solo geneticamente ma non sono persone, sono altro, non so quale definizione dare.
Perfino nell'epoca patriarcale, quando l'uomo prevaricava (anche se dubito sia stato così) le donne avevano un privilegio esistenziale, la società si è evoluta.
Pensateci: uomini al potere = crescita, donne al potere = estinzione.
c’ho fatto una tesi su queste cose, non ho bisogno di chatgpt per discutere di bioetica
 
Non le stimo nel senso che mi annoiano, non voglio parlarci e passarci il tempo

Ma vale pure per gli uomini eh, infatti non ho amici
È un po' difficile uscire di casa e trovare persone che ti parlino entusiaste di anarco-primitivismo o del fatto che era meglio non nascere.
Soprattutto donne. Italiane.
 
Ultima modifica:
Non ha scritto una cosa stupida. L’ho riletto più volte ed io mi ritrovo nella posizione funzionalità ma reinterpretata con la mia morale. Io ritengo che un umano debba avere umanità per essere considerato tale, altrimenti è una bestia. Per me i terroristi, gli stupratori o i pedofili non sono umani perché non condividono il collettivo senso di umanità che contraddistingue gli esseri umani dalle bestie. O almeno, per quanto sappiamo, è proprio ciò che ci differenzia da loro. Per lo stesso motivo, una donna che rievoca i suoi istinti più animaleschi andando a scegliere un compagno basandosi non sull’umanità dell’altra persona bensì su mere caratteristiche fisiche/protezione(tutta roba che concerne l’smv) io non la ritengo umana. Poi @Vespera ha scritto un’altra cosa ancora più interessante. Ci sono animali che mostrano tratti umani ancor di più rispetto a noi umani stessi. Allora c’è da chiederci: “siamo davvero gli unici possessori di coscienza?”
Perchè ha usato l'AI @Vaginocentrico


Verdettino realistico​


Direi qualcosa tipo:


  • 40% umano puro ben scritto
  • 60% testo assistito/riformulato con AI

Oppure scritto da una persona ma:


  • con AI per rifinire,
  • o prendendo appunti AI e riscrivendoli.
 
In bioetica il concetto di persona è molto importante, perché da esso dipendono questioni delicate come l’aborto, la fecondazione assistita, la sperimentazione sugli embrioni, il fine vita, l’eutanasia, la disabilità grave e la condizione dei pazienti in stato vegetativo permanente.
Ci si interroga dunque sul significato del termine persona e se essere umano e persona coincidano sempre.
La questione è particolarmente complessa, perché il termine “essere umano” è inteso in senso biologico, cioè individuo appartenente alla specie umana, mentre il termine “persona” ha un significato morale, filosofico e giuridico e indica un soggetto portatore di dignità, diritti, interessi e valore morale.

Una prima posizione è quella personalista. Secondo questa prospettiva, ogni essere umano è persona dal momento in cui esiste come individuo umano. La dignità non dipende dalle capacità attualmente esercitate, come la razionalità, l’autonomia o la coscienza. Perciò anche l’embrione, il neonato, il paziente in coma vegetativo permanente o la persona con gravissima disabilità sono persone a pieno titolo.
Il punto forte di questa posizione è che tutela ogni essere umano, soprattutto nelle condizioni di massima fragilità. Nessuno può essere escluso dalla categoria di persona perché non è autonomo, non è cosciente o non possiede determinate capacità cognitive.

Una seconda posizione è quella funzionalista. Secondo questa prospettiva, non basta appartenere biologicamente alla specie umana per essere considerati persone in senso pieno. La persona viene definita attraverso alcune funzioni: coscienza, autocoscienza, capacità di avere preferenze e interessi. La questione riguarda quindi il rapporto tra vita biologica e vita soggettivamente vissuta. Una vita può essere presente dal punto di vista biologico, ma ci si può chiede anche se quella vita sia ancora una vita personale, cioè una vita che appartiene a qualcuno come esperienza biografica.

In questo quadro particolarmente interessante e controversa risulta la posizione Peter Singer, perché l'autore separa il valore morale dalla semplice appartenenza alla specie. Non tutti gli esseri umani, secondo Singer, sarebbero automaticamente persone nello stesso senso; al contrario, alcuni animali non umani potrebbero possedere caratteristiche personali più sviluppate di alcuni esseri umani in determinate condizioni estreme. Grandi scimmie, delfini, elefanti e altri animali socialmente e cognitivamente complessi non sarebbero dunque semplici oggetti biologici, ma soggetti portatori di interessi.

Questo sposta il discorso dal valore astratto della vita biologica alla qualità della vita dal punto di vista del soggetto che la vive. Qui però sorgono dei problemi, per esempio come valutare la condizione di chi non può esprimersi e chi ha il diritto di interpretare la volontà o il bene di un altro essere vivente.
La scrittura di chat gpt la riconosco alla seconda riga.
 
Mia sorella è una donna super intelligente, ha studiato tantissimo, ha un lavoro importante, ha una grande cultura, eccetera. Eppure non la stimo. La considero materialista, attaccata al denaro, consumista, non trovo niente di interessante in lei e non la stimo.

Nessuna delle qualità che hai elencato è sinonimo di intelligenza.
 
Perchè ha usato l'AI @Vaginocentrico


Verdettino realistico​


Direi qualcosa tipo:


  • 40% umano puro ben scritto
  • 60% testo assistito/riformulato con AI

Oppure scritto da una persona ma:


  • con AI per rifinire,
  • o prendendo appunti AI e riscrivendoli.
Se fosse così facile avere una restituzione sull’autenticità dei testi non esisterebbero i programmi antiplagio nelle università. Ciò che dice l’ia sulla scrittura di testi non è attendibile, soprattutto per i testi di livello accademico
 
Perchè ha usato l'AI @Vaginocentrico


Verdettino realistico​


Direi qualcosa tipo:


  • 40% umano puro ben scritto
  • 60% testo assistito/riformulato con AI

Oppure scritto da una persona ma:


  • con AI per rifinire,
  • o prendendo appunti AI e riscrivendoli.
Facci girare la pagina dello screenshot, scritta prima dell’avvento dell’IA e dimmi cosa ne pensa
 
Se proprio vogliamo fare le pulci a quel testo Chatgpt mi ha trovato anche i refusi

I refusi veri e propri sono questi:

  1. “n bioetica”
    Corretto: “In bioetica”
    Manca la I iniziale.
  2. “ci si può chiede”
    Corretto: “ci si può chiedere”
    Manca la forma all’infinito corretta: chiedere.
  3. “la posizione Peter Singer”
    Corretto: “la posizione di Peter Singer”
    Manca la preposizione di.
Poi ci sono alcune frasi non proprio “refusi”, ma un po’ da sistemare:

  1. “In questo quadro particolarmente interessante e controversa risulta la posizione di Peter Singer”
    Meglio: “In questo quadro risulta particolarmente interessante e controversa la posizione di Peter Singer”
    Qui il problema è l’ordine delle parole, non un errore grave.
  2. “Qui però sorgono dei problemi, per esempio come valutare…”
    Meglio: “Qui però sorgono alcuni problemi: per esempio, come valutare…”
    Qui serve una punteggiatura più chiara.
  3. “chi non può esprimersi e chi ha il diritto…”
    Meglio: “chi non può esprimersi e su chi abbia il diritto…”
    La frase finale è comprensibile, ma grammaticalmente un po’ sospesa.
Quindi i refusi sicuri sono soprattutto questi tre:

n bioetica → In bioetica
ci si può chiede → ci si può chiedere
posizione Peter Singer → posizione di Peter Singer

Quei refusi sembrano soprattutto errori da scrittura rapida o da revisione incompleta, non errori “profondi” di competenza.

In particolare:

“n bioetica”
Probabilmente dipende da un taglio/copia-incolla o da una lettera saltata all’inizio. È il classico refuso meccanico: la frase doveva essere “In bioetica…”.

“ci si può chiede”
Qui sembra un errore nato mentre si stava riformulando la frase. Forse la persona aveva in mente due costruzioni diverse:

  • “ci si chiede se…”
  • “ci si può chiedere se…”
e alla fine è rimasta una forma ibrida: “ci si può chiede”. Questo è molto tipico della scrittura umana quando si modifica una frase senza rileggerla bene.

“la posizione Peter Singer”
Qui manca semplicemente la preposizione di: “la posizione di Peter Singer”. Anche questo sembra un refuso da velocità o da revisione, non un errore concettuale.

Secondo me, quindi, quei refusi dipendono più probabilmente da:

  • scrittura veloce;
  • testo scritto o corretto da telefono;
  • copia-incolla;
  • frase rimaneggiata più volte;
  • rilettura non accurata prima della pubblicazione.
Non dimostrano che il testo sia umano al 100%, però rendono meno probabile che sia un output IA copiato pari pari, perché un testo generato direttamente dall’IA tende di solito a non contenere refusi così banali. Potrebbero però comparire se una persona ha preso un testo IA e lo ha modificato manualmente di fretta.

(ho scritto dal cell mentre stavo tornando a casa in treno ;) )
 
Ultima modifica:
Quando l'ho fatta io non c'era l'IA. Oggi quasi tutti gli studenti la utilizzano anche per scrivere la tesi, o almeno per una bozza.

@Vespera ah comunque, il fatto che tu abbia scritto la tesi non vuol dire che siano argomenti seri, alcune ci fanno la tesi anche sul patriarcato con il beneplacito di professoresse femministe, pronte a mettere un bel 110 e lode, così da gonfiare le statistiche delle lauree NP, e sbandierare a tutti "avete visto? Le femmine si laureano di più dei maschietti gne gne"
 
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