Penso che...se inizio a raccontare tutto non la finisco più...cerco di essere breve. È un ragazzo che diresti bravo, sensibile, timido. È obeso e faceva sempre la battuta del "sono un gigante gentile". Cosa che mi sembrava vera, dall'esterno, sembrava la persona più buona dell'universo. Era un mio compagno di corso, l'ho sempre visto da lontano, si faceva in quattro per i suoi amici, li aiutava in mille modi. Era attento, paziente, mi dava un senso di sicurezza, sempre gentile, sempre fine ed educati nei modi. E così quando abbiamo iniziato a scriverci mi sono detta "perché no? È un così bravo ragazzo". Ora, specifico, lui non era bello, qui lo classifichereste un 4, forse meno per il peso. Ma a me l'aspetto non ha mai importato più di tanto, proprio da ex ragazza in sovrappeso sarei stata ipocrita nello scartare qualcuno per il peso.
Poi cosa succede quando ci mettiamo insieme? Sembra davvero il fidanzato perfetto, che ti riempie di attenzioni.
Ma alcune cose di lui non le condividevo, come l'andare in giro a vantarsi di avere una ragazza, non di me, proprio dell'essersi fidanzato. E me lo disse, che dopo che nessuna lo ha mai voluto, per lui quella era una vittoria sociale, come se avesse vinto una battaglia. Per me era imbarazzante, perché andava da amici e parenti e inviava loro foto di me (foto normali, in cui ci stavamo abbracciando ad esempio), senza dirmelo, e poi mi inviava gli screen delle risposte, perché riceveva complimenti per "la scelta". Io mi sentivo molto a disagio, provai a farglielo notare, che non mi andava di essere trattata come una sorta di trofeo. E già parlai del mio rapporto con la fotocamera, non amavo fare foto, figurati vederle spammate ovunque, a persone del nostro corso con cui non ero nemmeno in buoni rapporti. Lui in risposta disse che non capiva perché io invece non mettessi nostre foto in giro come faceva lui, sosteneva che era perché mi vergognavo di lui, che era solo un "ciccione di merda". Il tutto urlando in modo assolutamente non necessario. Io provai a ricordargli che ero una persona riservata, che non amava mostrare la propria vita sui social, ma le sue paranoie vinsero sulle mie e allora per fargli capire che non mi vergognavo di lui misi qualche foto insieme. La cosa migliorò? No. Improvvisamente non potevo più vestirmi bene, perché se uscivamo e passavamo di fianco a un ragazzo random che si stava facendo i cavoli suoi, lui si faceva altre paranoie. "Quel ragazzo stava sicuramente pensando che potrebbe facilmente portare via una bella come te da un ciccione di merda come me". E ancora, non sopportavo il modo in cui si auto offendesse. Poi arrivò il periodo in cui pensava che avrei potuto tradirlo perché lui era "brutto", quindi tutte le volte che uscivo di casa dovevo fargli vedere com'ero vestita, così poteva sapere, in base al mio vestiario, se rischiavo o meno di essere approcciata da altri e quindi di tradirlo. (E fa ridere, dato che sono rimasta single fino ai 23 anni).
Io non volevo iniziare a vestirmi come una barbona o col burqa solo per fare sentire lui più sicuro, e la cosa lo fece imparanoiare solo di più. Sosteneva che se lo amavo allora non avrei potuto più mettere i miei abiti preferiti, che se lo amavo non potevo mettere i pantaloncini o i top, nemmeno con 40 gradi all' ombra. Anche qui, mi sembrava assurdo che ora che ero fidanzata non ero più libera di vestirmi come avevo sempre fatto.
Poi arrivò il problema del sesso. A me fa paura, gliene parlai fin dal principio, che avevo bisogno di tempo, di conoscerlo, di assicurarmi che lui fosse accorto. Ma lui era convinto che dipendesse dal suo aspetto, che le mie erano tutte bugie, non importava quanto gli ripetessi il contrario. Poi un giorno, a casa sua, sul divano all'ingresso, con i suoi genitori in cucina, tentò di "farmi violenza". Per lui era un atto d'amore tra due fidanzati. Mi infilò la mano nei jeans e cercò di..infilarla, io gli urlai di smetterla e di lasciarmi andare, non lo fece finché non mi dimenai abbastanza da liberarmi di lui, che era parecchio difficile da spostare. La sua giustificazione? "Pensavo che la tua fosse solo timidezza e che stavi aspettando che fossi io a forzare le cose". Certo...
Però iniziò a piangere, mi chiese scusa, e lui tecnicamente restava il bravo ragazzo che avevo conosciuto all'inizio. E pensavo di essere io il problema, lui aveva avuto solo un esperienza prima di me, molti anni prima, con una "ninfomane" che a sua detta l'aveva usato e basta. Magari fidanzandosi con qualcuno non vedeva l'ora di fare certe cose. Eppure stavamo insieme da quanto? Tre mesi? Ed ero stata chiara sul fatto che mi ci volesse tempo. Entrati in macchina, perché doveva riportarmi a casa, aveva paura che dopo quello che era successo io potessi lasciarlo, così iniziò ad accelerare pericolosamente, raggiungendo i 140, e urlandomi contro "o mi dici che mi ami, o ci ammazzo entrambi". Ed era..una situazione infernale, un motivo in più per diventare autonoma nel guidare hahaha.
Ovviamente questi sono solo alcuni esempi, poi la cosa va sempre peggio...e pensare che lui doveva essere il ragazzo timido che vedevo tra i banchi, il nerd con cui condividere le mie passioni, l'amico che si faceva in quattro (in realtà cercava solo di comprare l'affetto degli altri). Mai più fidarsi di chi all'esterno sembra stabile hahah.