Blackpill La felicità

Per verità assolute e disperate

Bellissimo

Well-known member
Bluepillato
Voglio parlare brevemente di come una persona dovrebbe gestire la felicità. Ci sono alcune persone che sono molto semplici, e se l'ottengono sanno godersela. Altri invece, per motivi che a volte spieghiamo come "intelligenza" "autismo" e termini simili, non riescono a godersela. Soffrono di troppa coscienza.

Credo per questo che per alcune persone sia saggio non essere mai felici, perchè se si prova la felicità, in una certa area della vita, all'inizio di un percorso, non ce ne si dimenticherà piu, e ci si dannerà l'anima per riaverla. Questo è ad esempio il caso dell'amore materno, l'unico caso in cui un maschio è amato piu o meno incondizionatamente (a parte madri orrende che maltrattano i neonati, ma non è la norma).

Ma non solo sarebbe bene non essere mai felici all'inizio: è bene non esserlo neanche durante il percorso, in quanto queste brevi dosi di felicita riaccendono la dipendenza, ed evidenziano ancora di piu quanto è brutta la sofferenza, dato che il contrasto con la felciita di poco prima è ora palese, mentre, se l'ultima volta che si è stati felici è stata tantissimo tempo fa, non si ha metro di paragone.

infine, credo non si dovrebbe esserlo neanche alla fine del percorso perchè, una volta ottenuta la felicita con cosi tanta fatica, si è troppo stanchi e feriti per godersela. Questo, chiaramente, se si è molto sensibili, di natura o perchè lo si è diventati durante il percorso. Oramai ci sono dei danni irreparabili che gli altri non possono capire. Pensano che siccome si è riusciti a vincere bisogna chiudere la bocca sul proprio passato. L'incomprensione altrui di come la lotta non sia finita, perchè la lotta ha reso il premio insipido, in qaunto ha evidenziato quanto sia temporaneo e fragile, porta a volte al suicidio, dato che ora ci si sente piu soli di prima.

Quindi, la felicità è da evitare all'inizio della vita, nel mezzo e alla fine. Se ce ne si tiene alla larga, si può dimenticare di essere al buio, perchè scompare la luce de lsuo paragone. Ho riflettuto a queste cose pensando a quanto irreparabili siano i miei danni: non c'è svolta o lieto fine che possa darmi riposo. la consapevolezza del tempo sprecato mi paralizza, e non ho neanche il diritto di sapere se la colpa sia stata piu mia o della mia famiglia, o del mio ambiente, cosa che mi paralizza una seconda volta perchè ho paura che ogni progetto fallisca, e di dovere sopportare quindi che la mia storia si sia allungata di un altro fallimento. Penso che se io fossi stato diverso, o la mia famiglai fosse stata diversa, o fossi nato in n posto diverso, avrei avuto quello che ora ritengo importantissimo, ma forse se avessi avuto una vita cosi diversa, considererei qualcos'altro di importante. Quindi voglio tenermi la mia vita perchè ho scopeerto cos'è importante, ma invidio quella di chi non sa di averlo ma perlomeno lo ha. Oppure, anche se avessi avuto tutto a posto, dalla mia genetica alla mia famiglia, le donne sarebbero comunque quello che sono: dei mostri satanici e promiscui, privi della capacità di amare ed essere amati, e quindi forse non ho voglia di fare nulla perchè pure se facessi il possibile, il resto del mondo sarebbe impossibile.

Ho pensato a queste cose recentemente, dato che mi si è aperto un piccolo spiraglio sessuale. Penso che mi prenderò questa piccola felicità, ma poi non so se sopporterò il resto della vita alla quale sono condannato, perchè ora sono abituato a stare nel buio, e dopo che avrò provato la felicità, saprò la differenza con la luce
 
riflessioni dopo il primo appuntamento con lucciola..
Mi hai beccato.
La felicita ottenuta in ritardo la vedo come scaduta. Mi piacerebbe spegnere questi pensieri e godermi quello che c'è ma non ce la faccio, è una cosa piu forte di me. Non so quale sia la causa che mi fa interpretare le cose in questo modo. Non penso neanche vada chiamata "intelligenza", dato che l'intelligenza dovrebbe essere una cosa adattiva, non distruttiva. E non penso neanche "autismo", dato che non penso che tutti gli autistici si facciano ste pippe. è una coincidenza occasionale di certe esperienze e della tendenza a volere capire tutto, cosa che mi impedisce di vivere come le persone normali.
Nonostante non sia totalmente accasciato infatti ho i miei progetti e penso sia ancora in tempo per risollevarmi, so che dentro di me ci sarà sempre un vuoto a forma del mio passato
 
e queste conclusioni o riflessioni nascono purtroppo da persone nelle nostre anche se diverse condizioni accomunate da sofferenza e sfortuna.. tutto qua..
uno che è sano fa una vita regolare e qualche presenza non dico positiva ma neanche che ti sotterra in continuazione non pensa neanche per un attimo a cose del genere..

sono pensieri che nascono da una condizione di sofferenza e solitudine e sfortuna

Basta avere due neuroni e chiedersi il perché delle cose per giungere a certe conclusioni, indipendentemente dalle proprie condizioni. L'uomo medio, a differenza di ciò che pensa @Bellissimo, è un bot privo persino di quei due neuroni. Impossibile farci qualsivoglia discorso, filosofico e non.
 
Basta avere due neuroni e chiedersi il perché delle cose per giungere a certe conclusioni, indipendentemente dalle proprie condizioni. L'uomo medio, a differenza di ciò che pensa @Bellissimo, è un bot privo persino di quei due neuroni. Impossibile farci qualsivoglia discorso, filosofico e non.
Se uno vive nella sua campana , non può sapere cosa ' ci sta la fuori " , è come le formiche che vivono e fanno la loro routine quotidiana senza porsi nessuna domanda, stanno nella loro confort zone .
 
Mi ero comunque specificato di dire come questo si applica ai "femminicidi" (il termine secondo me non ha senso giuridico ma vabbe intendiamoci). Questi uomini appunot non sanno gestire la felicita. A parte il caso in cui il femminicidio è fatto da un fratello bianco percepito, è fatto di solito dai blupillati che sbroccano quando la botta di culo che gli è capitata finisce, e quindi ora che la solitudine è tornata la percepiscono 100 volte peggio perchè hanno la felicita come paragone. Questo è uno dei casi in cui la persona non sa essere felice
 
Lo sto vivendo adesso. Dopo una vita di solitudine ho iniziato a frequentare una ragazza da poco più di un mese. Con lei sto benissimo e mi piace molto come persona. Però non riesco ad essere felice appieno e a godermi davvero il momento, perché c’è sempre la paura che sia l’ultima volta. È più forte la paura sbagliare qualcosa, di perderla e quindi di tornare in solitudine che il piacere di vederla. Sto cercando di trovare un equilibrio, ma le vecchie ferite sono ormai profonde
 
Lo sto vivendo adesso. Dopo una vita di solitudine ho iniziato a frequentare una ragazza da poco più di un mese. Con lei sto benissimo e mi piace molto come persona. Però non riesco ad essere felice appieno e a godermi davvero il momento, perché c’è sempre la paura che sia l’ultima volta. È più forte la paura sbagliare qualcosa, di perderla e quindi di tornare in solitudine che il piacere di vederla. Sto cercando di trovare un equilibrio, ma le vecchie ferite sono ormai profonde
Ti capisco, quando l'investimento è alto la paura di sbagliare o che tutto finisca è grande, e proprio quella paura può influire in modo negativo sul rapporto. Dovresti cercare di viverla con più leggerezza, accogliendo e vivendo ciò che c'è, senza pensare al futuro. Lo so non è per nulla facile.
 
Ti capisco, quando l'investimento è alto la paura di sbagliare o che tutto finisca è grande, e proprio quella paura può influire in modo negativo sul rapporto. Dovresti cercare di viverla con più leggerezza, accogliendo e vivendo ciò che c'è, senza pensare al futuro. Lo so non è per nulla facile.
Sono un tipo molto paranoico.
Ultimamente mi chiedevo perché mi sia affezionato così tanto a lei. Inizialmente credevo fosse solamente perché è la prima capitata dopo una vita da solo e che non ci fosse reale coinvolgimento. Poi ho realizzato che c’è molto più feeling e similarità tra di noi di quanto pensassi. Entrambi abbiamo 0 esperienze (io sono V ma qualche ragazza l’ho baciata in passato, lei invece ha avuto solo me) ed entrambi abbiamo paura di soffrire. La mia paura deriva dal fatto che mi terrorizza la solitudine, lei invece vive la fisicità in modo molto emotivo e ha paura di essere usata. Come mi hai detto tu, non mi resta che godermi il momento e accettare l’incertezza che caratterizza questi rapporti.
 
io sono giunto a 38 anni senza relazioni ed esperienze e comprendo perfettamente il tuo pensiero. ad ogni fase della vita devono corrispondere determinate esperienze, se non le fai al momento giusto oltre ad essere fuori tempo rispetto ai coetanei accumuli con gli anni quantità enormi di traumi e ferite che ti condizioneranno sempre e non ti permetteranno di godere appieno delle esperienze che non hai fatto a suo tempo, se mai le dovessi fare. io ho avuto una frequentazione di 2 mesi tra agosto e ottobre e al di là del fatto che non ero attratto da lei, non sono mai riuscito ad abbandonarmi al momento perchè sempre condizionato dai traumi del mio passato, che mi hanno ricordato cosa ho perso tra l'adolescenza e i miei 20 anni. alla fine mi ha "mollato" lei e a dire il vero non so decidermi se ho sprecato una possibilità o no perchè col pensiero torno sempre al mio vissuto inesistente. ps. sono autistico.
 
Bellissimo, le tue considerazioni sono comprensibili. Però bisogna godersi quanto di buono arriva, senza pensare troppo.
Tieni conto che la maggior parte delle persone vive momenti buoni e momenti brutti. Non è che si è sempre felici o sempre infelici, nella maggior parte delle persone viventi.
Ti faccio l' esempio di mio papà, deceduto alla mezzanotte di sabato scorso, praticamente appena iniziò il 21 marzo, a pochi metri da dove scrivo. Papà è il tipico boomer che ha avuto molte soddisfazioni dalla vita, ma ci sono stati momenti no analalogamente, per dire come quando dopo che si sposò, quando i rapporti con i suoi familiari si guastarono (furono recuperati molto più in là) e fece fatica ad inserirsi nel paese di mamma, quello in cui ho sempre abitato, ed infine questi ultimi mesi di vita, davvero tragici. Aggiungici un figlio inetto come me. Sta di fatto che prima di questi mesi tragici ha avuto molte belle soddisfazioni, assieme a cose che non sono andate bene.
Speriamo che questo tuo inizio con le ragazze prosegua e compensi i periodi negativi.
 
Tutto giusto. Il problema però è che non siamo monadi danzanti isolate e instagram, vk, tiktok e affini ci ricordano o ci fanno vedere cose che nella nostra beata ignoranza non conoscevamo. In un mondo senza questi strumenti, il "non è mai iniziata" potrebbe essere un buon compromesso tra la felicità e il disperarsi per aver avuto una vita misera.
 
Sono un tipo molto paranoico.
Ultimamente mi chiedevo perché mi sia affezionato così tanto a lei. Inizialmente credevo fosse solamente perché è la prima capitata dopo una vita da solo e che non ci fosse reale coinvolgimento. Poi ho realizzato che c’è molto più feeling e similarità tra di noi di quanto pensassi. Entrambi abbiamo 0 esperienze (io sono V ma qualche ragazza l’ho baciata in passato, lei invece ha avuto solo me) ed entrambi abbiamo paura di soffrire. La mia paura deriva dal fatto che mi terrorizza la solitudine, lei invece vive la fisicità in modo molto emotivo e ha paura di essere usata. Come mi hai detto tu, non mi resta che godermi il momento e accettare l’incertezza che caratterizza questi rapporti.
Con zero esperienze o è muslim o mostro equatoriale
 
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