Le colpe dei padri

Me lo ricordo bene il giorno del perdono, non si è liberi covando rancore eterno, ho tirato quattro sacramenti, ho pianto, ho detto dentro di me "avete fatto quello che potevate, in fondo anche la vostra infanzia è stata sotto le bombe". Ma qualcosa di profondo che accade nei primi due o tre anni di vita di cui non si ha memoria, rimane sempre lì come sensazione ancestrale.
 
Da qualche parte ho letto che diventare adulti consiste nel riuscire a perdonare i propri genitori per i loro errori e nell’imparare a diventare in qualche modo genitori di se stessi. Non credo che perdonare significhi giustificarli o negare le conseguenze di quello che abbiamo vissuto, ma per me vuol dire riconoscere che anche i nostri genitori sono persone con dei limiti e che sono a loro volta condizionate dalla propria storia. Diventare genitori di noi stessi per me vuol dire imparare a offrirci da adulti ciò che loro non hanno saputo darci o che hanno saputo darci solo in parte, per esempio presenza, protezione, incoraggiamento, disciplina, fiducia. La famiglia d'origine può sicuramente spiegare molte delle nostre fragilità, ma non può determinarci per sempre.
Penso che sia possibile solo in certe condizioni, è difficile anche solo ritersi capaci se le tue figure di riferimento hanno passato la vita a sminuirti, a distruggerti quando eri più vulnerabile, da bambino. Si può con auto esterno ma non tutti sono in grado di trovarlo, cercalo ed accettarlo.
Difficile non rimanerne provati e portarsi gli strascichi da adulto.
 
Penso che sia possibile solo in certe condizioni, è difficile anche solo ritersi capaci se le tue figure di riferimento hanno passato la vita a sminuirti, a distruggerti quando eri più vulnerabile, da bambino. Si può con auto esterno ma non tutti sono in grado di trovarlo, cercalo ed accettarlo.
Difficile non rimanerne provati e portarsi gli strascichi da adulto.
Sicuramente. Potrebbe essere il lavoro di una vita intera
 
Le persone migliori che conosco sono venute fuori da famiglie pesantemente disfunzionali o letteralmente inesistenti. Non mi frega molto della realizzazione professionale o accademica di una persona, apprezzo molto l'intelligenza emotiva e l'empatia, qualità che per quanto ho visto, si sviluppano solo ed esclusivamente nelle difficoltà.
Sono felice delle lacune che ho avuto, ma non le farei mai vivere a un eventuale figlio
 
Non mi frega molto della realizzazione professionale o accademica di una persona, apprezzo molto l'intelligenza emotiva e l'empatia, qualità che per quanto ho visto, si sviluppano solo ed esclusivamente nelle difficoltà.
Sono felice delle lacune che ho avuto, ma non le farei mai vivere a un eventuale figlio
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I miei genitori sono stati molto iperprotettivi e hanno cercato di realizzare nei figli certe ambizioni che avrebbero voluto realizzare loro, è che a me non me ne fregava un cazzo. Con questi atteggiamenti mi hanno danneggiato in quanto mi hanno reso insicuro e frenato la mia autonomia in fasi cruciali della vita.
 
ColuiCheOsserva, a tua mamma sfugge che le ragazze di chiesa sono ancora più stronze, ipergamiche e soprattutto ipocrite.
Mi sa che tua sorella tra qualche anno la manda affanculo di brutto, spero non troppo.
 
Le persone migliori che conosco sono venute fuori da famiglie pesantemente disfunzionali o letteralmente inesistenti. Non mi frega molto della realizzazione professionale o accademica di una persona, apprezzo molto l'intelligenza emotiva e l'empatia, qualità che per quanto ho visto, si sviluppano solo ed esclusivamente nelle difficoltà.
Quando guardi queste persone noti del potenziale inespresso?
Sono felice delle lacune che ho avuto,
In che senso sei felice?
 
Pensate, anche in minima parte, che la vostra condizione di inettitudine (sia chiaro che non voglio insultare nessuno, intendo qualsiasi tipo di carenza che sentite pesare anche oggi) possa essere dovuta dal modo in cui siete stati cresciuti? Da dei modelli o aspettative che non siete riusciti a raggiungere?
Rimpiangete di aver avuto i vostri modelli famigliari? Se foste padri vi comportereste in modo diverso con vostro figlio? Cosa cambiereste?
non me ne frega niente
 
ovvio. ho già detto in passato che se avessi figli/e li insegnerei come prima cosa ad essere indipendenti, a saper affrontare e gestire problemi e sfide in autonomia, in modo che possano sopravvivere e farsi strada nel mondo da soli quando io non ci sarò più. se sei un genitore e non lo fai hai fallito come genitore.

inoltre, se decidi di mettere al mondo dei figli, devi ficcarti in testa che non sono tuoi burattini, e che svilupperanno interessi, personalità e obiettivi diversi dai tuoi, sono persone autonome su cui tu non potrai mai esercitare il massimo controllo. se non sei pronto ad accettare questo fatto allora non devi fare il genitore

poi insegnerei loro a saper gestire finanze e relazioni per conto proprio. in quest'ultimo caso i miei consigli varieranno a seconda del loro livello estetico. se fossero brutti insegnerei loro a restare a galla o a migliorare le proprie chance nonostante la loro condizione svantaggiosa. poi potranno decidere loro se ricorrere alla chirurgia per non affannarsi inutilmente più degli altri, oppure accettare un livello maggiore di difficoltà a integrarsi durante le interazioni superficiali.
 
Ultima modifica:
In che senso sei felice?
Le lacune che ha esperito sono costitutive della sua persona, gli hanno permesso di diventare ciò che è. Se non avesse quel vissuto non avrebbe la capacità di sentire la sofferenza degli altri nel modo in cui la sente ora. Penso che più o meno sia quel che intenda, perché credo che in questo aspetto un po' ci somigliamo io e il compare @Fontamara
 
Leggendo questo thread, rispondo solo con: spero di diventare un genitore migliore rispetto a quelli miei, ma soprattutto rispetto ai miei nonni.

Io e mia moglie, appena riusciremo a prendere una casa nuova, proveremo subito a diventare genitori, però in tutto questo ho parecchie ansie sul non riuscire ad essere un padre e un educatore adatto.

Io di traumi ne ho ricevuti non pochi in infanzia e adolescenza, specialmente che passai l’infanzia a girovagare per l’Europa (4 traslochi in 12 anni…), quindi nuove scuole, nuovi “amici”, a volte persino nuove lingue (che mi causò problemi a parlare, dovetti andare dalla logopedista appena ritornato in Italia); in più metteteci un padre non proprio presente per motivi lavorativi (stava nella Marina Militare), quindi il 90% dell’educazione venne delegata a mia madre, la classica mamma meridionale super esigente ed isterica.

Mia madre esigeva voti alti a scuola, “fai questo, fai quello”, imposto strumento musicale a 9 anni per “musicoterapia” (lo strumento fu il pianoforte), fai nuoto, vai in Chiesa, fai catechismo, studia, guai a giocare più di mezz’ora col Gameboy (che veniva sequestrato un mese sì , l’altro pure), a nanna alle 21:30, e guai a sgarrare di un minuto; in più ci si misero in mezzo problemi economici e di depressione di mia madre (tenuti all’oscuro a me e mio fratello per anni), e mio padre che faceva guardie di notte e stava imbarcato.

In adolescenza già la situazione si stabilizzò, ma ormai i danni erano stati fatti, ultimo trasloco, ed ecco a 12-13 anni che inizio a diventare oggetto di bullismo da altri, in più altro trauma derivato da prof d’italiano super severa ed esigente, e immaginate questo abbinato alle aspettative di mia madre… Poi costretto a frequentare la chiesa anche dopo la cresima, solo perché io e mio fratello dovevamo apparire come dei figli “devoti”, ma solo perché mia madre faceva la maestra d’asilo dalle suore del paesino.

Poi si chiedono ancora perché dai 16 anni in poi mi buttai sull’alcolismo (per fortuna superata come fase, anche abbastanza presto); almeno mi fu concesso di cambiare strumento musicale, e passai al basso elettrico (a 13 anni fui folgorato dal metal, in qualche modo dovevo sfogarmi…).

Ah, e ovviamente stile capelli e vestiario imposto da mia madre, che era convinta che l’unico taglio possibile per i miei capelli era quello a spazzola stile skinhead (mio padre se li portata uguale i capelli), ed era sempre mia madre a “spingerci” a vestirci in un certo modo rispetto ad un altro. Sapete quando trovai un taglio di capelli decente per me dal parrucchiere? A 27 anni. E molto del mio stile attuale, parecchio migliore rispetto a quello di 10-15 anni fa, lo devo a mia moglie.

Sicuramente io proverò a non imporre niente di tutto ciò ai miei futuri figli, al massimo solo suggerimenti o ore rimanenti, ma imporre a un bambino di fare roba “perché va fatta” è il modo migliore per cui inizierà poi a odiare tale attività.
 
Quando guardi queste persone noti del potenziale inespresso?
Se tua madre o tua nonna ti avessero coccolato e assecondato di più oggi saresti sicuramente un'altra persona, magari staresti studiando alle belle arti anziché svegliarti per andare a lavoro, e quindi?
Con una famiglia più accorta, probabilmente avresti ottenuto più successo da un punto di vista professionale, per te questo significa realizzare il proprio potenziale? Per me no.
Le loro lacune ti hanno formata come persona, e non mi pare che faccia così schifo il risultato
 
Se il forum conoscesse mia madre diventerebbe una beniamina. A volte se ne esce con cose del tipo:" perché non ti trovi una "normale " e ti sistemi? Se è tardi a 40 la importiamo,ci stanno tante belle donne nei peggiori paesacci" Lol
I vostri racconti mi lasciano sbalordita ragazzi, mi aspettavo sicuramente che qualcuno avesse avuto delle difficoltà con i genitori ma non credevo fossero così pesanti.
Non capisco come due adulti possano prendere una decisione che inevitabilmente cambierà la loro vita e avere un figlio (o più) quando non sono pronti o non corrisposti a quel tipo di ruolo.
Come è possibile poi non si adattino al bene dello stesso, come è possibile che non empatizzino con ciò che hanno generato.

So che non può valere nulla ma vi sono vicina
@Cronico @hagner @Lo squalificato @Bruciato
I bei cari vecchi tempi, pressione sociale e gente sposata a muzzo che prima o poi un pargolo lo caca.
Non empatizzano perché loro sono stati allevati ancora peggio,Rick.
Discussione tra la più disturbanti lette fin'ora. C'era da aspettarselo. Nonostante questo mi viene la pelle d'oca. Per uno cresciuto dove sono cresciuto io è anche abbastanza difficile immedesimarsi. Penso alla storia di Hagner e mi vengono i brividi. Io ai miei sarò costato qualche milione e manco ora mi rompono il cazzo più di tanto per questo. I libri poi...a parte che a casa mia era difficile dover comprare un libro perché già c'erano tutti, avevamo stanze solo per quello... comunque mia madre non ha mai considerato i libri come un bene "privato" o un costo economico. Era normale per i mie amici prendere i libri da me e portarseli a casa. Pure per le ragazze mah... mia madre è una donna molto pudica, non è che si potesse parlare di sesso, però mica rompeva il cazzo se portavo amiche. Ufficialmente non mi era permesso fare dormire donne in camera senza permesso, però lo facevo ugualmente e lei lo sapeva, faceva solo finta di non vedere. Gli unici incidenti capitavano quando lei e l'ospite si incrociavano per sbaglio,che so andando in bagno o mentre faceva la "camminata della vergogna"(punta di piedi, tacchi alla mano, trucco sfatto e capelli arruffati) per scendere le scale. Si risolvevano comunque in qualche "Lolita" urlata alla fortunata e qualche "pezzo di merda" nei miei confronti.
Erano tutti atei in casa, tranne mia nonna(era indipendente e aveva una casa, però morto mio nonno era sola ed è venuta da noi) solo io da piccolo ero religioso. Mia madre mi accompagnava in chiesa,ma mi aspettava fuori perché la maggior parte dei credenti le fa' proprio ribrezzo fisico. Era però amatissima dalla comunità di suore del paese, pur essendo una delle primissime divorziate in zona, probabilmente perché il terreno dove facevano il presepe era suo e le trattava con gentilezza quando venivano a chiedere il permesso di farlo. Anche il fatto che le abbia pagate anni per non fare un cazzo magari ha influito: ero iscritto al loro asilo,ma non ci sono mai andato, preferivo stare in casa.
Un'altra cosa che ricordo è che avevo ore contingentate di videogiochi(che comunque non mi piacevano) e TV. Tipo 2 ore al giorno, però non mi venivano conteggiate le ore di sport. Guardavo principalmente formula 1 e ciclismo che sono trasmissioni lunghe,sarei finito "fuori budget" e lei non credeva che sto tipo di TV facesse male
Tutt'ora è lei a comprarmi i vestiti,io non conosco neanche il mio numero di scarpe e non avrei soldi,la mia roba è cara
 
Leggendo questo thread, rispondo solo con: spero di diventare un genitore migliore rispetto a quelli miei, ma soprattutto rispetto ai miei nonni.

Io e mia moglie, appena riusciremo a prendere una casa nuova, proveremo subito a diventare genitori, però in tutto questo ho parecchie ansie sul non riuscire ad essere un padre e un educatore adatto.

Io di traumi ne ho ricevuti non pochi in infanzia e adolescenza, specialmente che passai l’infanzia a girovagare per l’Europa (4 traslochi in 12 anni…), quindi nuove scuole, nuovi “amici”, a volte persino nuove lingue (che mi causò problemi a parlare, dovetti andare dalla logopedista appena ritornato in Italia); in più metteteci un padre non proprio presente per motivi lavorativi (stava nella Marina Militare), quindi il 90% dell’educazione venne delegata a mia madre, la classica mamma meridionale super esigente ed isterica.

Mia madre esigeva voti alti a scuola, “fai questo, fai quello”, imposto strumento musicale a 9 anni per “musicoterapia” (lo strumento fu il pianoforte), fai nuoto, vai in Chiesa, fai catechismo, studia, guai a giocare più di mezz’ora col Gameboy (che veniva sequestrato un mese sì , l’altro pure), a nanna alle 21:30, e guai a sgarrare di un minuto; in più ci si misero in mezzo problemi economici e di depressione di mia madre (tenuti all’oscuro a me e mio fratello per anni), e mio padre che faceva guardie di notte e stava imbarcato.

In adolescenza già la situazione si stabilizzò, ma ormai i danni erano stati fatti, ultimo trasloco, ed ecco a 12-13 anni che inizio a diventare oggetto di bullismo da altri, in più altro trauma derivato da prof d’italiano super severa ed esigente, e immaginate questo abbinato alle aspettative di mia madre… Poi costretto a frequentare la chiesa anche dopo la cresima, solo perché io e mio fratello dovevamo apparire come dei figli “devoti”, ma solo perché mia madre faceva la maestra d’asilo dalle suore del paesino.

Poi si chiedono ancora perché dai 16 anni in poi mi buttai sull’alcolismo (per fortuna superata come fase, anche abbastanza presto); almeno mi fu concesso di cambiare strumento musicale, e passai al basso elettrico (a 13 anni fui folgorato dal metal, in qualche modo dovevo sfogarmi…).

Ah, e ovviamente stile capelli e vestiario imposto da mia madre, che era convinta che l’unico taglio possibile per i miei capelli era quello a spazzola stile skinhead (mio padre se li portata uguale i capelli), ed era sempre mia madre a “spingerci” a vestirci in un certo modo rispetto ad un altro. Sapete quando trovai un taglio di capelli decente per me dal parrucchiere? A 27 anni. E molto del mio stile attuale, parecchio migliore rispetto a quello di 10-15 anni fa, lo devo a mia moglie.

Sicuramente io proverò a non imporre niente di tutto ciò ai miei futuri figli, al massimo solo suggerimenti o ore rimanenti, ma imporre a un bambino di fare roba “perché va fatta” è il modo migliore per cui inizierà poi a odiare tale attività.
Queste mamme rompicoglioni sono davvero una sciagura!
 
Se il forum conoscesse mia madre diventerebbe una beniamina. A volte se ne esce con cose del tipo:" perché non ti trovi una "normale " e ti sistemi? Se è tardi a 40 la importiamo,ci stanno tante belle donne nei peggiori paesacci" Lol
I bei cari vecchi tempi, pressione sociale e gente sposata a muzzo che prima o poi un pargolo lo caca.
Non empatizzano perché loro sono stati allevati ancora peggio,Rick.
Discussione tra la più disturbanti lette fin'ora. C'era da aspettarselo. Nonostante questo mi viene la pelle d'oca. Per uno cresciuto dove sono cresciuto io è anche abbastanza difficile immedesimarsi. Penso alla storia di Hagner e mi vengono i brividi. Io ai miei sarò costato qualche milione e manco ora mi rompono il cazzo più di tanto per questo. I libri poi...a parte che a casa mia era difficile dover comprare un libro perché già c'erano tutti, avevamo stanze solo per quello... comunque mia madre non ha mai considerato i libri come un bene "privato" o un costo economico. Era normale per i mie amici prendere i libri da me e portarseli a casa. Pure per le ragazze mah... mia madre è una donna molto pudica, non è che si potesse parlare di sesso, però mica rompeva il cazzo se portavo amiche. Ufficialmente non mi era permesso fare dormire donne in camera senza permesso, però lo facevo ugualmente e lei lo sapeva, faceva solo finta di non vedere. Gli unici incidenti capitavano quando lei e l'ospite si incrociavano per sbaglio,che so andando in bagno o mentre faceva la "camminata della vergogna"(punta di piedi, tacchi alla mano, trucco sfatto e capelli arruffati) per scendere le scale. Si risolvevano comunque in qualche "Lolita" urlata alla fortunata e qualche "pezzo di merda" nei miei confronti.
Erano tutti atei in casa, tranne mia nonna(era indipendente e aveva una casa, però morto mio nonno era sola ed è venuta da noi) solo io da piccolo ero religioso. Mia madre mi accompagnava in chiesa,ma mi aspettava fuori perché la maggior parte dei credenti le fa' proprio ribrezzo fisico. Era però amatissima dalla comunità di suore del paese, pur essendo una delle primissime divorziate in zona, probabilmente perché il terreno dove facevano il presepe era suo e le trattava con gentilezza quando venivano a chiedere il permesso di farlo. Anche il fatto che le abbia pagate anni per non fare un cazzo magari ha influito: ero iscritto al loro asilo,ma non ci sono mai andato, preferivo stare in casa.
Un'altra cosa che ricordo è che avevo ore contingentate di videogiochi(che comunque non mi piacevano) e TV. Tipo 2 ore al giorno, però non mi venivano conteggiate le ore di sport. Guardavo principalmente formula 1 e ciclismo che sono trasmissioni lunghe,sarei finito "fuori budget" e lei non credeva che sto tipo di TV facesse male
Tutt'ora è lei a comprarmi i vestiti,io non conosco neanche il mio numero di scarpe e non avrei soldi,la mia roba è cara
Beato te, i libri me li procuravo facendo volantinaggio, per la patente mi buttai a seguire un mio cugino spericolato...insomma la necessitá aguzza l'ingegno.
Pc ne presi uno che un altro mio cugino voleva buttare, non so come lo smontai e lo riparai...tempi di povertá, poi a 25 anni tante cose cambiarono, andai a lavorare in Svizzera, tornai nell'Italietta e mi comprai due case. Nulla da dire contro i miei genitori, quelle erano le loro capacitá mentali, sono io l'anomalia a ben vedere.
 
Se vuoi te lo ripeto, il titolo del libro è "le colpe dei padri" di Alessandro Perissinotto. Ho citato proprio questo libro, se si fosse chiamato "le colpe dei genitori" avrei intitolato il thread così.
Se vuoi fare un reclamo per la scorrettezza del titolo rivolgiti a Perissinotto.
Ridicola! Perché citare un libro del cazzo per il titolo di un thread? solo per sentirsi ((acculturata)) immagino...
 
Beato te, i libri me li procuravo facendo volantinaggio, per la patente mi buttai a seguire un mio cugino spericolato...insomma la necessitá aguzza l'ingegno.
Pc ne presi uno che un altro mio cugino voleva buttare, non so come lo smontai e lo riparai...tempi di povertá, poi a 25 anni tante cose cambiarono, andai a lavorare in Svizzera, tornai nell'Italietta e mi comprai due case. Nulla da dire contro i miei genitori, quelle erano le loro capacitá mentali, sono io l'anomalia a ben vedere.
Pure per me molto cose sono cambiate...in peggio. Sto mese non ho manco i soldi per mangiare(letteralmente)e contestualmente dovrei trovare pure quelli dell'affitto. Lol. Rido per non piangere.
Anch'io sono stato 6 mesi in Svizzera,ma al contrario tuo lo ricordo come un Inferno. Clima di merda,tutto il giorno in mezzo a turchi,albanesi,macedoni e altra marmaglia islamica di tale risma,droga di merda e divertimento carissimo. Quando ho varcato il confine in direzione Pisa(che invece adoro) ho pianto di gioia
 
E certo se ti nasce un figlio brutto o uno sgorbio di figlia gli dai i cazzotti in bocca cosi diventa belloccia?
Quando mio padre era giovane erano forse gli anni 70 e si sposava pure il più cesso del paese, che cazzo vuoi che ne sapeva di queste dinamiche di oggi
Se ti nasce brutto sei tu che devi sterilizzarti e prima di te i tuoi genitori e cosi via perché proprio alla radice della tua stirpe ce uno sperma di qualitá schifosa. Tanto ormai con 50000-100000 euro fai un figlio in laboratorio come vuoi tu. Se uno da le colpe agli avi si finisce immancabilmente a Dio e genesi.
 
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