Purtroppo lo so... ma se si ha tempo ci si può provareNon è facile.
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Purtroppo lo so... ma se si ha tempo ci si può provareNon è facile.
Sì certo dovrei essere una persona diversa@celoduro
Non cambierebbe niente neanche se girassi in Mercedes e facessi viaggi.
E poi, con chi gireresti in Mercedes? Da solo?
E i viaggi con chi li faresti? Sempre da solo?
Mettere delle foto nelle quali saresti in viaggio da solo sarebbe controproducente.
Otterresti l’effetto contrario, allontaneresti qualsiasi np.
Purtroppo quel tipo di vita (uscite con gli amici/amiche nei locali, foto su Instagram/facebook sempre col sorrisone finto stampato in faccia) non è un tipo di vita che ti appartiene e non ti sarebbe appartenuto neanche in passato. (anch’io sono come te).
C’è da mettersi il cuore il pace, siamo diversi dagli altri.
La nostra natura non possiamo cambiarla.
Se nasci tondo non puoi morire quadrato e viceversa.
Nasciamo tutti originali ma poi moriamo fotocopie.
Noi invece siamo rimasti originali.
E ma l'intelletto ce l'hanno in pochi e comunque pur avendolo, la solitudine ti porterà ugualmente alla follia.Comunque questa cosa che "l'uomo è un animale sociale" è una mezza cazzata. Molti geni e scienziati hanno vissuto in solitudine, l'uomo non è un animale come gli altri, possiede l'intelletto che lo può fare deviare dalla "normalità"
Aristotele si rivolterebbe nella tomba!Comunque questa cosa che "l'uomo è un animale sociale" è una mezza cazzata.
esatto! hai riassunto perfettamente la mia condizione, se per caso smetto solo 1 secondo di fare uno dei miei coping e mi scontro con la cruda e terribile realta e non vita di un sub 4 mi ritorna in un nano secondo la depressione... e le vagine munite fiutano a km di distanza solitudine e depressione e vieni schifato anche per fare una semplicissima chiaccherata via social...Ciao, come ti capisco! Ho vissuto un periodo relativamente lungo come te, convinto che non mi servisse nulla. Mi ripetevo che la solitudine era una scelta, che i libri, l'alcol, le canne, la musica e i videogiochi bastavano, che la famiglia e gli amici erano solo tediose zavorre. Ci credevo davvero.
Poi è arrivata una donna. Una scintilla. Mi sono invaghito. E ho capito tutto in un colpo: era quello che volevo, l’unica cosa che volevo. Tutto il resto era un castello di merda che avevo costruito solo per non crollare. Un castello buttato giù dal primo venticello.
I tuoi passatempi non sono libertà, sono anestesia. Non ti salvano, ti tengono in ibernazione. Poi basta un incontro, un evento, e ti ricordi che hai bisogno degli altri, che senza gli altri sei un cadavere che cammina.
Penso sia così: non è che non vuoi nulla, vuoi solo non soffrire. E per non soffrire accetti di non vivere.