Mia madre non conosce le ragazze d'oggi

Scusami andare da una e iniziare a parlarci a caso su quale feedback si baserebbe? Se nella vita aspetti il nullaosta per fare le cose rimani lì fermo sul divano. Se cerchi un lavoro il curriculum lo mandi solo se l’azienda ti contatta per prima? Se giochi a pallone inizi a correre solo quando gli altri ti passano la palla? Devi prendere le iniziative e basta
i ragazzi che vanno dalle donne e iniziano a parlargli a caso hanno ricevuto dei feedback in passato che gli permettono di farlo in modo spensierato, se non hai mai ricevuto nessun feedback positivo o peggio, ne hai ricevuti di negativi come fai? cioè puoi farlo lo stesso ma sarà un disastro, non puoi "fingere" di avere autostima, l'autostima te la donano gli altri, non è un qualcosa che ti crei da solo, a differenza di quello che cercano di farti credere i fuffologi

una persona che ha autostima nonostante gli altri gli diano feedback negativi non è una persona normale che ha lavorato sulla propria salute mentale, è psicopatica.

la psicoogia ha come obiettivo quello di rendere le eprsone sempre meno dipendenti dagli altri, tutti chiusi in una propria bolla senza avere bisogno di parlare con gli altri e ricevere riscontri ma tutti "indipendenti", per la psicologia l'autostima e la felicità te le devi creare da solo, come se tu fossi l'unico responsabile, sono cose che non stanno nè in cielo nè in terra
 
Ultima modifica:
i ragazzi che vanno dalle donne e iniziano a parlargli a caso hanno ricevuto dei feedback in passato che gli permettono di farlo in modo spensierato, se non hai mai ricevuto nessun feedback positivo o peggio, ne hai ricevuti di negativi come fai? cioè puoi farlo lo stesso ma sarà un disastro, non puoi "fingere" di avere autostima, l'autostima te la donano gli altri, non è un qualcosa che ti crei da solo, a differenza di quello che cercano di farti credere i fuffologi
Si Ciccio ma nella vita devi tirar fuori le palle ad un certo punto se vuoi provare ad ottenere qualcosa, mica puoi sempre usare il passato come scusante, oppure se vuoi farlo, stai zitto non dire niente e accetta le cose così come stanno, se ti devi lamentare o prendi in mano la situazione o la smetti e te ne fai una ragione.
 
Si Ciccio ma nella vita devi tirar fuori le palle ad un certo punto se vuoi provare ad ottenere qualcosa, mica puoi sempre usare il passato come scusante, oppure se vuoi farlo, stai zitto non dire niente e accetta le cose così come stanno, se ti devi lamentare o prendi in mano la situazione o la smetti e te ne fai una ragione.
le palle le puoi tirare fuori ma il risultato non sarà quello sperato

è come se metti una persona a caso a battere un rigore al 90esimo nella finale dei mondiali e lui comincia a tremare e avere un attacco di panico perché ovviamente è ansioso e un giocatore professionista gli dice che deve tirare fuori i coglioni, facile dirlo dopo aver tirato centinaia di rigori e averne segnati la maggior parte
 
le palle le puoi tirare fuori ma il risultato non sarà quello sperato

è come se metti una persona a caso a battere un rigore al 90esimo nella finale dei mondiali e lui comincia a tremare e avere un attacco di panico perché ovviamente è ansioso e un giocatore professionista gli dice che deve tirare fuori i coglioni, facile dirlo dopo aver tirato centinaia di rigori e averne segnati la maggior parte
Concordo, non siamo tutti uguali e non x tutti va bene fare le stesse cose, e' come se ad uno che finite le medie e poi e' andato a fare il carrozziere perche' non gli piaceva studiare gli dici di tradurre l'Eneide o a uno che e' alto 150 gli dici di provare a entrare nel mondo della moda come modello
 
No aspetta.

Io mi sto curando l'agorafobia, l'accompagnatore non ce l'avrò per tutta la vita (almeno spero), quindi in futuro potrò andare a tutti gli appuntamenti che vorrò. Ma il problema è averli gli appuntamenti, non certo presentarsi con l'accompagnatore.

L'umore è sottotono, e grazie al piffero, come ti sentiresti se sapessi che morirai solo? A me è come se avessero detto di essere un malato terminale, so che sto per morire ma non so quando. Ed ogni giorno è una tortura.

Che gli anni passano in fretta ti do ampiamente ragione, dopo una certa età gli anni volano...ma che si puo' fare?
Chi ti dá la certezza che gli altri moriranno in compagnia? Si rimane vedovi, i matrimoni (anche molto lunghi) falliscono, si possono avere figli problematici, impossibilitati a prendersi cura di te in vecchiaia; che ti ricoverano in un Rsa.
 
Una domanda: se in tutta la mia vita nessuna ragazza, che sia una 0 o una 10, mi abbia mai fatto un complimento, cosa ti fa pensare che a parti inverse avrò successo?
Cioè i ragazzi ci provano con le ragazze anche grazie ai feedback che hanno ricevuto, sanno di partire da una base e quindi ci provano: magari non andrà bene la prima volta, magari nemmeno la seconda, ma la terza sì.
Ma io, che non so nemmeno come si approccia una donna, che mi metto a fare?
A chiedere a destra e a sinistra se vogliono uscire con me? E quando sanno i miei problemi (GR, disoccupato, agorafobico, ect) pensi che vorranno essere anche solo amiche?
Infatti per questo prima di pensare alle donne bisognerebbe pensare a migliorare un po' sé stessi in modo da acquisire un minimo di autostima.
Se il fatto di essere disoccupato, senza nulla da raccontare etc, ti fa sentire in una condizione di inferiorità è naturale avere paura ad interagire con chi reputi "più avanti" di te. Quindi, credo bisognerebbe partire da lì.
Con il sesso maschile invece come va? Riesci ad interagire in maniera tranquilla? Amici?
 
Se il fatto di essere disoccupato, senza nulla da raccontare etc, ti fa sentire in una condizione di inferiorità è naturale avere paura ad interagire con chi reputi "più avanti" di te. Quindi, credo bisognerebbe partire da lì.

Ma non è che un disoccupato senza una vita si senta inferiore perché ha delle paturnie, si sente così perché sa che se sta in mezzo alla gente verrà trattato come un appestato, così come verrà trattato come un appestato quando quelle stesse persone scopriranno che è incel.
 
Chi ti dá la certezza che gli altri moriranno in compagnia? Si rimane vedovi, i matrimoni (anche molto lunghi) falliscono, si possono avere figli problematici, impossibilitati a prendersi cura di te in vecchiaia; che ti ricoverano in un Rsa.
Io per morire solo non intendo l'atto in sè, ma l'invecchiare, aver vissuto una vita in solitudine senza provare l'amore di una donna, la sensazione di avere un figlio, e così via. Pensavo fosse esplicito arrivati a questo punto...
 
Chi ti dá la certezza che gli altri moriranno in compagnia? Si rimane vedovi, i matrimoni (anche molto lunghi) falliscono, si possono avere figli problematici, impossibilitati a prendersi cura di te in vecchiaia; che ti ricoverano in un Rsa.
anche perché tra l'altro è un 50/50... in un matrimonio ci sarà sempre uno dei due coniugi che morirà solo
 
Ma non è che un disoccupato senza una vita si senta inferiore perché ha delle paturnie, si sente così perché sa che se sta in mezzo alla gente verrà trattato come un appestato, così come verrà trattato come un appestato quando quelle stesse persone scopriranno che è incel.
Se stai in un paese della Sardegna, con la gente che trovi in giro, questa sensazione non c'è perché qui è una cosa diffusa.
Comunque, confesso di non invidiare molta gente che ha un impiego, se non altro per certe cose a cui devono sottostare, a cominciare dalla socialità forzata, dal doversi presentare in un certo modo, dal non poter scrivere certe opinioni su Internet ecc.
Quando mi capita di lavorare come scrutatore, sono quasi sempre con persone che fanno una vita normale, provo un senso di inferiorità con i temporanei colleghi perché loro hanno una famiglia, dei figli od almeno una vita sentimentale, ma per il mio stato di disoccupazione non sento molto questo senso di inferiorità perché detesto la socialità forzata ed altre cose degli ambienti di lavoro.
 
Ultima modifica:
Indietro
Top