Ok, forse mi sono spiegato male. Non sto dicendo che ogni vita vale allo stesso modo. Se uccidessi qualcuno che avrebbe potuto cambiare il mondo in meglio, come un futuro Nelson Mandela, il danno sarebbe molto più grande rispetto alla perdita di una persona con un impatto minore.
Se mi sacrificassi per salvare due persone che in futuro farebbero solo danni (uccidendo, violentando, distruggendo) con un bilancio completamente negativo, non vedrei valore in quel sacrificio. Al contrario, se quelle due persone avessero un impatto positivo complessivo maggiore di quanto potrei avere io nella mia vita, allora sì, avrebbe senso salvarle.
Quando parlo di "contributo" non mi riferisco solo a salvare vite, ma in generale all’effetto che si ha sul mondo. Una vita passiva, come quella di un eremita che non fa né bene né male, conta meno secondo me di una vita semplice ma attiva, come quella di una "zia Concetta" che ha fatto figli, aiutato il prossimo, dato qualcosa alla comunità.
Se mi chiedi se ho già ragionato per un sistema oggettivo e strutturato per valutare tutto questo, no. Non sono arrivato a quel punto.