Se non fosse per...

Calimero

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Se non fosse per la paura di quello che la gente che mi conosce penserebbe di me, chissà cosa farei veramente, cosa e chi sarei veramente… Sono i condizionamenti sociali, presunti o reali, che determinano le scelte della mia vita.
È come se vivessi con un "comitato invisibile" seduto in testa, pronto a giudicare ogni mossa che non rientra nel copione che altri hanno scritto…
NON E' SUICIDIO, PROPRIO FREGARMENE DI TUTTO E TUTTI... Una sorte di morte sociale, il desiderio di diventare invisibile per poter finalmente stare in pace.
Un desiderio di regressione totale, un bisogno viscerale di staccare la spina da ogni forma di performance. Stare a letto, mangiare per piacere o il contrario, "strisciare"... come voler tornare a uno stato primordiale dove non esistono doveri, orari o sguardi altrui.
Vi capita?
 
Ultima modifica:
È la sofferenza di chi, essendo più brutto, debole o “autentico” finisce per essere subdolamente emarginato, specie dalle ragazze.
Non nego che soffro molto quando metto piede nei contesti sociali, siccome spesso sono subdolamente emarginato e sminuito dalle piscione indipendentemente da cosa dica o faccia.
Qui scarico la mia tensione, racconto la mia vita e mi faccio forza stando con voi. Fa male essere considerati degli “inetti” dalle ragazze al più.

Annego i miei pensieri, come già scritto, nello studio, nella palestra, musica, manga e videogiochi. Quanto mi fanno schifo le ragazze per come si comportano nei miei confronti, salvo qualche eccezione!
 
Se fossi stato un ereditiero o di famiglia ricca o magari il bello del paese ,di sicuro mi sarei fregato di fare cazzate, ai ricchi e belli si perdona tutto
 
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