Sono un'autoprigioniero

fruttolo999

Well-known member
Blackpillato
Rispondendo ad un commento, mi è venuta in mente questa riflessione domenicale:



Sono un'autoprigioniero, ho fatto della mia stanza la mia cella.
Come miliardi d'uomini fatti adulti, esco solo per andare a lavorare.
Uscire di casa mi da speranza, la mia mente immagina situazione e incontri che non avverranno mai
e mi da ancora l'illusione che un giorno le cose cambieranno e risulterò interessante a qualcuna.
La mente è infame e ingannevole, cerca di consolarmi e intanto gli anni passano e non cambia mai un caxxo.

Sono una nullità per il mondo la fuori, un'essere invisibile che quando tenta di socializzare
o aprire una conversazione, nota gli sguardi schifati del mondo femminile, e le risposte fredde e secche.

I miei "social" servono ad amplificare la mia solitudine.
Ogni giorno NON mi scrive nessuna, nessuna nuova richiesta di amicizia, nessun "segui" ricambiato,
e su WhatsApp esisto solo per quei 4 gatti di amici che ho.

Sono un'autoprigioniero volontario e anche quando fuori splende il sole e il cielo è azzurro,
ormai preferisco godermelo da dietro una finestra.

Ho sempre sonno ma non sono stanco e solo gli stronzi falliti come me possono capire quanto scrivo.
 
Si, anch'io mi definivo prigioniero di me stesso. Conta solo l'aspetto, la gente vuole accerchiarsi di "cose belle", anche oltre alla questione sentimentale, per esempio al lavoro, alle uscite al bar etc...
 
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