Totocalcio: una schedina, una tradizione

minchia però se ci pensi, se fai oggi un “12” prendendo 12 squadre con risultati fissi, prendi veramente ma veramente un botto

(anche se ad oggi dipende da quanto punti, mentre all’epoca bastava 1€? ed il montepremi era uguale per tutti? un po’ come il superenalotto oppure funzionava diversamente?)
Hai centrato il punto, Hisoka. Oggi, se prendi 12 risultati fissi su 12 partite, hai fatto oggettivamente un capolavoro, roba da vincita enorme. Ma il motivo è proprio che oggi il meccanismo è completamente diverso rispetto al Totocalcio classico.

All’epoca il Totocalcio funzionava come un vero gioco collettivo: la schedina costava poco (l’equivalente di pochi euro) e il montepremi era uguale per tutti, indipendentemente da quanto avevi giocato. Non c’era il concetto di puntata alta = vincita più alta. Se facevi 12 o 13, entravi in una categoria di vincita e ti dividevi il premio con gli altri che avevano fatto lo stesso risultato. Un po’ come una lotteria nazionale: stessa schedina, stesso diritto al premio.
 
I 13 si spartivano metà monte premi. I 12 l'altra metà.
Solo che I 12 erano 26 volte più facili da fare.
Nel lungo hanno pagato in media un ventiseiesimo, sul breve il fatto che i risultati non fossero ugualmente probabili rimescolava le carte
Esattamente, il Totocalcio aveva una struttura molto semplice ma spietata: metà montepremi ai 13 e metà ai 12. Il problema è che, a livello puramente combinatorio, il 12 era circa 26 volte più “facile” del 13, quindi nel lungo periodo finiva per pagare mediamente un ventiseiesimo. Matematicamente non faceva una piega.

Poi però entrava in gioco la parte umana del Totocalcio. Sul breve periodo i risultati non erano affatto equiprobabili: c’erano le partite scontate, le colonne tutte uguali, le X giocate a sentimento. Bastava un risultato fuori pronostico per far saltare il banco e ridurre drasticamente il numero dei 12, e lì il premio diventava improvvisamente molto più interessante.

Ed è proprio questa variabilità che lo rendeva affascinante: non era solo calcolo, ma lettura del campionato, intuizione, contesto. Non combattevi contro una quota che ti diceva già tutto, ma contro il comportamento degli altri giocatori e contro l’imprevedibilità del pallone.

Nel lungo periodo il Totocalcio era giusto (o crudele, dipende dai punti di vista 😄), sul breve poteva essere sorprendentemente generoso. Ed è anche per questo che il 13 è diventato leggenda, mentre il 12 restava spesso una grande impresa… ma non sempre una grande vincita.
 
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