In questi giorni mi è capitato di riascoltare con più attenzione la canzone Teorema di Marco Ferradini del 1981.
Parto da una premessa che per me è fondamentale: alla base deve esserci un'attrazione reciproca.
Ed è proprio partendo da questa premessa che trovo interessante il concetto espresso, seppure in maniera volutamente estrema, da Teorema.
Quando siamo molto presi da qualcuno, può capitare di iniziare a dare tantissimo: attenzioni continue, disponibilità, messaggi, rassicurazioni, complimenti. Magari arriviamo anche a modificare le nostre abitudini pur di esserci sempre per quella persona. Tutto questo nasce spesso dalle migliori intenzioni, perché vogliamo semplicemente dimostrare quanto ci teniamo.
Eppure mi chiedo se, superata una certa soglia, questo atteggiamento non possa ottenere paradossalmente l'effetto contrario.
Non credo affatto nei giochini del tipo “non risponderle per qualche ora così ti desidera di più”, nel mostrarsi volutamente freddi o nel fingersi disinteressati quando in realtà non lo siamo. Trovo molto più sano essere spontanei e comportarsi per ciò che realmente si prova.
Credo, però, che esista una differenza enorme tra mostrare interesse per qualcuno e mettere quella persona al centro della propria esistenza.
Una persona può piacermi tantissimo e posso tranquillamente farglielo capire, continuando però ad avere la mia vita, i miei amici, il mio lavoro, le mie passioni, i miei obiettivi e i miei spazi.
Forse è proprio questo uno degli aspetti interessanti di Teorema: dietro un testo volutamente provocatorio potrebbe esserci un concetto molto più semplice e meno cinico di quanto possa sembrare.
Voler bene a qualcuno senza perdere se stessi.
E forse, quando l'attrazione iniziale esiste già, anche il desiderio si mantiene più facilmente quando dall'altra parte continuiamo a vedere una persona autonoma, sicura di sé e con una vita propria, anziché qualcuno disposto ad annullarsi pur di non perderci.
Naturalmente questa è soltanto la mia interpretazione e non pretendo assolutamente che sia una regola universale. Anzi, apro il thread proprio perché sono curioso di conoscere opinioni ed esperienze diverse.
Secondo voi quanto c'è di vero in Teorema?
Una volta che l'attrazione iniziale esiste, essere eccessivamente disponibili può davvero far diminuire l'interesse dell'altra persona? Oppure pensate che questa sia una visione ormai superata dei rapporti?
Parto da una premessa che per me è fondamentale: alla base deve esserci un'attrazione reciproca.
Ed è proprio partendo da questa premessa che trovo interessante il concetto espresso, seppure in maniera volutamente estrema, da Teorema.
Quando siamo molto presi da qualcuno, può capitare di iniziare a dare tantissimo: attenzioni continue, disponibilità, messaggi, rassicurazioni, complimenti. Magari arriviamo anche a modificare le nostre abitudini pur di esserci sempre per quella persona. Tutto questo nasce spesso dalle migliori intenzioni, perché vogliamo semplicemente dimostrare quanto ci teniamo.
Eppure mi chiedo se, superata una certa soglia, questo atteggiamento non possa ottenere paradossalmente l'effetto contrario.
Non credo affatto nei giochini del tipo “non risponderle per qualche ora così ti desidera di più”, nel mostrarsi volutamente freddi o nel fingersi disinteressati quando in realtà non lo siamo. Trovo molto più sano essere spontanei e comportarsi per ciò che realmente si prova.
Credo, però, che esista una differenza enorme tra mostrare interesse per qualcuno e mettere quella persona al centro della propria esistenza.
Una persona può piacermi tantissimo e posso tranquillamente farglielo capire, continuando però ad avere la mia vita, i miei amici, il mio lavoro, le mie passioni, i miei obiettivi e i miei spazi.
Forse è proprio questo uno degli aspetti interessanti di Teorema: dietro un testo volutamente provocatorio potrebbe esserci un concetto molto più semplice e meno cinico di quanto possa sembrare.
Voler bene a qualcuno senza perdere se stessi.
E forse, quando l'attrazione iniziale esiste già, anche il desiderio si mantiene più facilmente quando dall'altra parte continuiamo a vedere una persona autonoma, sicura di sé e con una vita propria, anziché qualcuno disposto ad annullarsi pur di non perderci.
Naturalmente questa è soltanto la mia interpretazione e non pretendo assolutamente che sia una regola universale. Anzi, apro il thread proprio perché sono curioso di conoscere opinioni ed esperienze diverse.
Secondo voi quanto c'è di vero in Teorema?
Una volta che l'attrazione iniziale esiste, essere eccessivamente disponibili può davvero far diminuire l'interesse dell'altra persona? Oppure pensate che questa sia una visione ormai superata dei rapporti?