Fontamara
ǝɹɐuuɐƃuı̣ ı̣p ı̣poɯ ı̣ʌonu ɐʌoɹʇ 'ǝʇuǝɯ ǝʇuǝɯ ɐꓶ
La felicità è qualcosa che si può cercare attivamente, oppure è piuttosto un effetto collaterale che arriva quando, magari senza accorgersene, si sta vivendo qualcosa che ci dà senso?
Ripensavo a Leopardi che, nello Zibaldone, sviluppa la sua “teoria del piacere”: l’uomo desidera un piacere e una felicità illimitati, ma nella realtà incontra solo cose finite. E allora una parte del piacere si sposta nell’attesa, nell’immaginazione, nella speranza, come se felicità e piacere fossero “sempre futuro”.
In effetti è un’esperienza comune: a volte il momento più felice coincide con l’anticipazione mentale del momento che si crede felice (penso anche al Sabato del villaggio), e quando poi ci si arriva davvero, ci si accorge che l’attesa era più intensa del vissuto.
Ma se la felicità vive così tanto nell’attesa, ha senso cercarla come obiettivo, o si finisce per rovinarla trasformandola in prestazione, controllo, dovere? Oppure la si può cercare in modo indiretto, coltivando senza aspettative le condizioni del suo manifestarsi, e lasciando che “accada” quando capita?
Domanda secca: la felicità si costruisce o accade?
Ripensavo a Leopardi che, nello Zibaldone, sviluppa la sua “teoria del piacere”: l’uomo desidera un piacere e una felicità illimitati, ma nella realtà incontra solo cose finite. E allora una parte del piacere si sposta nell’attesa, nell’immaginazione, nella speranza, come se felicità e piacere fossero “sempre futuro”.
In effetti è un’esperienza comune: a volte il momento più felice coincide con l’anticipazione mentale del momento che si crede felice (penso anche al Sabato del villaggio), e quando poi ci si arriva davvero, ci si accorge che l’attesa era più intensa del vissuto.
Ma se la felicità vive così tanto nell’attesa, ha senso cercarla come obiettivo, o si finisce per rovinarla trasformandola in prestazione, controllo, dovere? Oppure la si può cercare in modo indiretto, coltivando senza aspettative le condizioni del suo manifestarsi, e lasciando che “accada” quando capita?
Domanda secca: la felicità si costruisce o accade?