Nel mio caso la situazione è stata un po' diversa. Ho perso mio babbo quando non avevo ancora sette anni ma nonostante questo, non mi sono mai sentito privo di amore o di punti di riferimento.
Mia mamma è stata, e lo è ancora oggi, il mio punto di riferimento più importante. Da sola è riuscita a crescere un figlio, affrontando tante difficoltà, senza mai farmi mancare affetto, presenza ed educazione. Le sarò sempre grato perché mi ha trasmesso valori importanti e, allo stesso tempo, mi ha sempre lasciato libero di fare le mie scelte, senza impormi il suo volere. Dalla scuola all'università, mi ha sempre sostenuto e consigliato, ma la decisione finale è sempre spettata a me.
Un ruolo fondamentale lo hanno avuto anche i miei nonni materni. Quando mia mamma lavorava e io tornavo da scuola, andavo sempre da loro. Sono stati una presenza costante nella mia crescita e mi hanno dato tantissimo affetto, contribuendo a farmi diventare la persona che sono oggi.
Per questo, almeno per quanto mi riguarda, non posso dire che il modo in cui sono stato cresciuto abbia alimentato un senso di inadeguatezza. Al contrario, credo di essere stato molto fortunato ad avere accanto persone che mi hanno voluto bene, mi hanno sostenuto e mi hanno insegnato a crescere con serenità e rispetto per gli altri.