Libri

Rivoluzione anti-tecnologica di Theodore Kaczynski

Questo è un ulteriore livello di illusione. Per tutto il libro l'autore non fa che delineare in maniera serrata e logicamente incontrovertibile il perché l'assetto tecnologico del mondo vada soppresso ad ogni costo se si vuole che la terra come la conosciamo resti integra... e poi nella sua parte "propositiva" dispone le stesse cose che poco prima aveva criticato nelle altre organizzazioni... Dopo aver speso capitoli su capitoli ad esaminare e criticare movimenti sociali e rivoluzionari, stati, governi, imprese, e il motivo per cui non sono razionalmente controllabili, lui cosa si propone di fare? Fondare un'organizzazione simil-terrorista... controllata razionalmente.
Questo libro rimane nel reame della fantascienza per quel che mi riguarda, però la critica che muove al "sistema" è molto interessante. L'idea che l'avanzamento tecnologico designi di per sé un collasso sembra plausibile, e potrebbe essere una parziale risposta al paradosso di Fermi. In maniera più viscerale sono interessanti le conclusioni del ragionamento di Kaczynski che lui non ha il coraggio di esplicitare ma che sicuramente non può aver ignorato: per eliminare il progresso tecnologico occorre eliminare ogni singolo umano, perché la tecnologia non è un insieme di oggetti o invenzioni ma una forma di pensiero, una predisposizione innata dell'uomo. Quando Kaczynski dice "fermare l'espansione tecnologica" sta dicendo "uccidere l'umanità", e c'è qualcosa di interessante nell'immaginare il mondo scevro di 8 miliardi di corpi come aveva fatto un giornalista: solo nella solitudine assoluta si può realmente rinunciare a ciò che gli altri hanno da offrire.
 
Zhuangzi di Zhuangzhou

Punto massimo della creazione intellettuale umana, è la cosa più vicina a qualcosa denotabile come "verità" che sia mai stato scritto, se non fosse per la noia che ci tormenta la creazione letteraria si sarebbe anche potuta fermare a questa opera, in un certo senso tutto ciò che segue sono deviazioni e conclusioni erronee dei concetti qui racchiusi.
 
Io non ho mai letto un libro, diciamo che se fossi bello avrei tutte le caratteristiche x essere chad 😢😢

Io invece non so né leggere né scrivere. I miei post li scrive il mio segretario sotto dettatura:

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Io invece non so né leggere né scrivere. I miei post li scrive il mio segretario sotto dettatura:

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Mmmm se non sai leggere e scrivere su carta (ma dai voglio essere buono e tolleriamo anke il computer 😃) sei un buon candidato a diventare chad, se invece non sai leggere e scrivere sullo smartphone allora mi dispiace ma siamo moltoooooo lontani dall’essere chad 😃
 
Mmmm se non sai leggere e scrivere su carta (ma dai voglio essere buono e tolleriamo anke il computer 😃) sei un buon candidato a diventare chad, se invece non sai leggere e scrivere sullo smartphone allora mi dispiace ma siamo moltoooooo lontani dall’essere chad 😃

Aspetto che esca ChatGPT 10 per chiedergli il significato di quello che hai scritto.
 
Il rovescio dell'arazzo di Alberto Manguel
Libercolo molto breve ed interessante. Si tratta di più riflessioni sull'attività della traduzione e sui suoi risvolti storici. Giustamente l'autore fa notare che un traduttore è in tutto e per tutto un artista che può fare la fortuna di un autore in un determinato paese, eppure pochissimi traduttori sono noti, di solito solo chi è anche scrittore diventa famoso. Io dal canto mio, leggendo in più lingue, ho notato che la traduzione fa davvero tanto: alcuni autori in lingua originale hanno una povertà stilistica pazzesca, alcuni traduttori tendono a sopperirvi di mano propria facendosi prendere all'autore i meriti. Sarà interessante nei prossimi anni vedere come la traduzione (ma anche la redazione) con IA generativa cambierà un po' tutto: per ora si nota che i testi tradotti con IA mancano di una certa verve tipica di chi sa scrivere bene.
 
Matematica senza numeri di Milo Beckman

Libro curioso sui fondamenti concettuali della matematica, ad un livello molto basico, ci sono anche un paio di enigmi divertenti.
 
Visualizza allegato 15041
Il romanzo parla della vita di Ōba Yōzō, un uomo che si sente rifiutato dalla società in cui vive. Yōzō per sopravvivere agli altri umani inventa delle "pagliacciate", che fanno ridere gli altri facendolo sembrare parte della società. Yōzō vive in realtà un disagio sociale che lo porta a non essere compreso dagli altri, che lo considerano un pazzo, pur non essendolo.
Letto nel 2024
 
iu

Sto attualmente leggendo questo romanzo.
"Ray, il protagonista del libro, è un uomo di quasi sessant'anni che vive, isolato da tutti, nella casa del padre, in una cittadina sulla costa irlandese. Un giorno, in un moto d'impulso, decide di adottare un cane impaurito, malandato e privo di un occhio. Con il suo nuovo compagno di vita, Ray riesce per la prima volta ad aprirsi, a scardinare la solitudine, in un dialogo serrato dove ripercorre la sua esistenza, dall'infanzia alla scomparsa misteriosa della madre. Quando Unocchio, però, azzanna un altro cane del paese, i due sono costretti alla fuga e si mettono in viaggio alla ricerca della libertà e della speranza. Con una musica composta di parole, colori, profumi ed emozioni, Sara Baume ci consegna un romanzo sull'amicizia tra un uomo e un cane, un'alleanza che si rinsalda giorno dopo giorno grazie a fiducia e compassione, in un inno appassionato alla stupefacente bellezza del mondo."
 
iu

Sto attualmente leggendo questo romanzo.
"Ray, il protagonista del libro, è un uomo di quasi sessant'anni che vive, isolato da tutti, nella casa del padre, in una cittadina sulla costa irlandese. Un giorno, in un moto d'impulso, decide di adottare un cane impaurito, malandato e privo di un occhio. Con il suo nuovo compagno di vita, Ray riesce per la prima volta ad aprirsi, a scardinare la solitudine, in un dialogo serrato dove ripercorre la sua esistenza, dall'infanzia alla scomparsa misteriosa della madre. Quando Unocchio, però, azzanna un altro cane del paese, i due sono costretti alla fuga e si mettono in viaggio alla ricerca della libertà e della speranza. Con una musica composta di parole, colori, profumi ed emozioni, Sara Baume ci consegna un romanzo sull'amicizia tra un uomo e un cane, un'alleanza che si rinsalda giorno dopo giorno grazie a fiducia e compassione, in un inno appassionato alla stupefacente bellezza del mondo."
@Avanguardia
 
Perché l'hai taggato? Non voglio spoilerare troppo ma nel libro c'è una storia di abusi familiari e di dolore ancestrale, le due entità rappresentate dall'uomo e dal cane che diventano un tutt'uno nella narrazione per cercare di fornire una risposta all'insensatezza ed alla lotta quotidiana.
Di figa nel libro non ce n'è nemmeno una, ed anzi l'unica presente è disprezzabile moralmente. Non credo possa interessargli se non c'è figa che possa compensare le sue mancanze, anzi al principino lo deprimerebbe ulteriormente la lettura di certe pagine.
 
Perché l'hai taggato? Non voglio spoilerare troppo ma nel libro c'è una storia di abusi familiari e di dolore ancestrale, le due entità rappresentate dall'uomo e dal cane che diventano un tutt'uno nella narrazione per cercare di fornire una risposta all'insensatezza ed alla lotta quotidiana.
Di figa nel libro non ce n'è nemmeno una, ed anzi l'unica presente è disprezzabile moralmente. Non credo possa interessargli se non c'è figa che possa compensare le sue mancanze, anzi al principino lo deprimerebbe ulteriormente la lettura di certe pagine.
Il libro non lo conoscevo, quando ho letto la descrizione mi é venuto in mente lui per la sua condizione da eremita (o quasi). Mi sono ricordata che anche @Avanguardia ha un cagnolino. Potrebbe essere una lettura in cui potrebbe facilmente immedesimarsi.
 
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