La felicità si può ricercare o accade da sola?

se non ci è riuscito in giovinezza (pre 25) starà sempre a rincorrere questo tapis roulant edonistico che non porta a niente a una certa età se non infelicità continua
Comunque qua sul forum è pieno di esempi opposti, gente incel fino a tarda età ma che poi è riuscita a entrare in ltr e si bacia i gomiti per questo

Non è una questione di gelosia retroattiva ma le abitudini e la morale di una np nel suo passato, quel che ha fatto, influenzerà nettamente il suo carattere in negativo e il modo di comportarsi in futuro con te in una ltr. Non è un caso se mi sono innamorato solo di teen vergini e gente come Zema che ha avuto centinaia di ragazze uguale, ci sono mille motivazioni per le quali una ragazza che ha avuto un passato promiscuo (e ti parlo di varie ons, non se magari da over 20 ha avuto 2/3 ltr) non è buona per una relazione seria lunga, non le elenco perché sono veramente tantissime, ma basta che ti fai una ricerca e capirai che le tendenze in queste np sono sempre quelle.
Questo secondo me infatti vale anche per gli uomini, se sai di poter cambiare facilmente partner, ne hai avuti tanti e sei predisposto a provarci sempre con le np, allora prima o poi lo farai molto più probilmente di un incel anche durante la tua ltr post 25.
Anche se so già che come al solito tirerai fuori le frasi fatte sulla chiave che apre tante serrature, l'uomo per la biologia deve incintarne quante più possibile e bla bla bla...
Vabbè è ovvio, se non hai mai vissuto tutto è uguale. La giovinezza con le donne resta oggettivamente il miglior periodo per un uomo
Vabbè che vuol dire... Allora la giovinezza da attore/cantante teen milionario in giro per il mondo è ancora meglio che riuscire a portarsi a letto una teen conosciuta nel giro di amici nullità del paesino italiota da cui si proviene...
Confrontarsi con le vite altrui e dare dei paletti (entro i 25/solo le teen van bene) mi sembra un po' un cope per chi non sa effettivamente come condurre la propria esistenza ed è in costante ricerca di approvazione altrui, non credo sia proprio il modo per costruire/arrivare/far accadere alla felicità

SCUSATE OGGI MI SENTO BLUEPILLATO
 
Sarei più incline a dire che la felicità accade. Anche perché non è detto che, arrivando alla situazione finale che credevamo ci avrebbe portato felicità, essa instauri davvero lo stesso sentimento che immaginavamo... perché nel frattempo saremo mutati noi, così come forse, sarà mutata anche la nostra concezione di felicità, che comunque dipende da molte variabili che in quel momento potrebbero manifestarsi. Si possono certamente costruire le condizioni ma la felicità non è garantita.

Allo stesso tempo è anche difficile essere consapevoli di vivere un momento di felicità mentre lo si vive, al massimo possiamo essere consci di un momento di serenità, ma non di felicità. Mi capita a volte di pensare a momenti che oggi mi fanno sorridere e mi rendono felice, ma che, nel momento in cui li vissi, mi erano sembrati tutt’altro. Credo che più che risiedere nel futuro, la felicità accada nel presente, ma venga riconosciuta come tale solo dalla memoria. Perciò è piuttosto difficile “monitorare” la felicità, soprattutto se, per riconoscerla è necessario distanziarsi dall’esperienza che si sta vivendo, rischiando così di perderla.
 
Sarei più incline a dire che la felicità accade. Anche perché non è detto che, arrivando alla situazione finale che credevamo ci avrebbe portato felicità, essa instauri davvero lo stesso sentimento che immaginavamo... perché nel frattempo saremo mutati noi, così come forse, sarà mutata anche la nostra concezione di felicità, che comunque dipende da molte variabili che in quel momento potrebbero manifestarsi. Si possono certamente costruire le condizioni ma la felicità non è garantita.

Allo stesso tempo è anche difficile essere consapevoli di vivere un momento di felicità mentre lo si vive, al massimo possiamo essere consci di un momento di serenità, ma non di felicità. Mi capita a volte di pensare a momenti che oggi mi fanno sorridere e mi rendono felice, ma che, nel momento in cui li vissi, mi erano sembrati tutt’altro. Credo che più che risiedere nel futuro, la felicità accada nel presente, ma venga riconosciuta come tale solo dalla memoria. Perciò è piuttosto difficile “monitorare” la felicità, soprattutto se, per riconoscerla è necessario distanziarsi dall’esperienza che si sta vivendo, rischiando così di perderla.
secondo me abbiamo solo l'illusione della felicità, ci facciamo aspettative che poi non creano l'emozione aspettata. Quindi alla fine tutto diventa deludente e noioso.
 
secondo me abbiamo solo l'illusione della felicità, ci facciamo aspettative che poi non creano l'emozione aspettata. Quindi alla fine tutto diventa deludente e noioso.
È una tua visione… abbastanza pessimista, per quel che mi riguarda, anche perché non credo che tu non abbia vissuto momenti felici. In generale, credo che convenga vivere meno di aspettative e godersi, "vivere", di più le esperienze che capitano.
 
viviamo tutti in una simulazione, la vera felicità ci sarà quando vedremo le radici dei fiori dal basso ed usciremo fuori dalla simulazione per poi passare ad un sub-strato successivo

(si, ultimamente mi sto infognando con ste robe dato che mi accadono avvenimenti in stile Matrix e quindi boh)
 
Sarei più incline a dire che la felicità accade. Anche perché non è detto che, arrivando alla situazione finale che credevamo ci avrebbe portato felicità, essa instauri davvero lo stesso sentimento che immaginavamo... perché nel frattempo saremo mutati noi, così come forse, sarà mutata anche la nostra concezione di felicità, che comunque dipende da molte variabili che in quel momento potrebbero manifestarsi. Si possono certamente costruire le condizioni ma la felicità non è garantita.

Allo stesso tempo è anche difficile essere consapevoli di vivere un momento di felicità mentre lo si vive, al massimo possiamo essere consci di un momento di serenità, ma non di felicità. Mi capita a volte di pensare a momenti che oggi mi fanno sorridere e mi rendono felice, ma che, nel momento in cui li vissi, mi erano sembrati tutt’altro. Credo che più che risiedere nel futuro, la felicità accada nel presente, ma venga riconosciuta come tale solo dalla memoria. Perciò è piuttosto difficile “monitorare” la felicità, soprattutto se, per riconoscerla è necessario distanziarsi dall’esperienza che si sta vivendo, rischiando così di perderla.
Belle riflessioni sull'asincronia tra la felicità e la sua percezione, credo capiti a tanti in vari momenti della vita.
Però alla fine anche il tuo pensiero ha una vena di negativismo essendo parecchio fatalista, sembra che siamo un po' inermi di fronte agli eventi.

Ma soprattutto fa dipendere la felicità dalla sua "sedimentazione" il che, iperbolizzando, implica che non puoi mai essere davvero felice.
 
Belle riflessioni sull'asincronia tra la felicità e la sua percezione, credo capiti a tanti in vari momenti della vita.
Però alla fine anche il tuo pensiero ha una vena di negativismo essendo parecchio fatalista, sembra che siamo un po' inermi di fronte agli eventi.
Non penso che la mia visione sia pessimista o totalmente fatalista: riconosco che vi sia una maggiore possibilità di essere felici facendo esperienze varie piuttosto che rimanere chiusi in casa, e questo dipende in gran parte da noi, anche se non vi è mai una certezza assoluta che gli eventi si svolgano come desideriamo o con la frequenza che vorremmo…
Ma soprattutto fa dipendere la felicità dalla sua "sedimentazione" il che, iperbolizzando, implica che non puoi mai essere davvero felice.
A grandi linee diciamo sì 😅
Penso che quando si vive un momento particolarmente intenso, la consapevolezza richieda comunque un minimo di distanza. Un esempio può essere un bacio con la persona che ci piace: sul momento siamo travolti da pensieri, emozioni, desideri, insicurezze… solo dopo, magari la sera stessa, ci rendiamo davvero conto di ciò che abbiamo vissuto. Ma questo può essere esteso anche a una serata con gli amici, in cui siamo più impegnati a scherzare ed essere spensierati che a chiederci se siamo felici sul momento.
 
Secondo molte statistiche e sondaggi la felicità maggiore si raggiunge quando si hanno buone relazioni umane, ossia detto sinteticamente per un uomo adulto equivale avere una relazione con una donna e tutto quello che ne viene dopo come i figli. Certo che però non si può essere sempre felici, credo che nessuno essere umano sia stato sempre felice tuttavia nella vita a una certa età bisogna tirare le somme e se non si ha mai assaporato una qualche relazione purtroppo non puoi dire di essere mai stato felice.
 
Ho un'idiosincrasia totale verso le situazioni tipo TED ed i monologhi da La7 dove c'è il tizio/la tizia sul palco e la folla di creduloni seduti ad ascoltare o le ospitate finto intellettuali alla "che tempo che fa". Così come verso quelli che fanno gli articoli giornalistici (o su canali youtube) e intitolano "questa cosa non funziona, vi spiego perché / 'sta cosa va così, ve la spiego io"
 
La felicità non esiste, é un concetto astratto
L’essere umano é costantemente alla ricerca della felicità (continua ricerca che rende insoddisfatti) ma in realtà sono solo attimi di spensieratezza o di tranquillità che nella maggior parte delle volte capiamo solo dopo averli vissuti
Ma in realtà l’uomo non è fatto per essere “felice” in modo duraturo, é una costruzione mentale per non cedere alla sofferenza
Le persone più superficiali inoltre sono quelle che sembrano più spensierate perché letteralmente ignorano i problemi o hanno qualcuno che ci pensa al loro posto
 
Non penso che la mia visione sia pessimista o totalmente fatalista: riconosco che vi sia una maggiore possibilità di essere felici facendo esperienze varie piuttosto che rimanere chiusi in casa, e questo dipende in gran parte da noi, anche se non vi è mai una certezza assoluta che gli eventi si svolgano come desideriamo o con la frequenza che vorremmo…
Eh, però se uno vuole tutto perfetto allora non si va mai avanti, hanno ragione a dire che sei pretenziosa!!! ;)
In ogni caso non dicevo per forza esperienze come scalare il K2 ahah, possono essere tante piccole cose, può essere avere un gatto, far crescere delle piantine, iniziare un corso di yoga boh, ognuno ha il suo ma non per forza devono essere megaprogetti o trovare l'ammmore della vita

A grandi linee diciamo sì 😅
Penso che quando si vive un momento particolarmente intenso, la consapevolezza richieda comunque un minimo di distanza. Un esempio può essere un bacio con la persona che ci piace: sul momento siamo travolti da pensieri, emozioni, desideri, insicurezze… solo dopo, magari la sera stessa, ci rendiamo davvero conto di ciò che abbiamo vissuto. Ma questo può essere esteso anche a una serata con gli amici, in cui siamo più impegnati a scherzare ed essere spensierati che a chiederci se siamo felici sul momento.
Ci sta, le emozioni distraggono.
Attenta a non baciare mai un amico a una serata mentre stai scherzando altrimenti finisci che rimugini per 2 mesi per capire cosa è successo👀
 
Eh, però se uno vuole tutto perfetto allora non si va mai avanti, hanno ragione a dire che sei pretenziosa!!! ;)
In ogni caso non dicevo per forza esperienze come scalare il K2 ahah, possono essere tante piccole cose, può essere avere un gatto, far crescere delle piantine, iniziare un corso di yoga boh, ognuno ha il suo ma non per forza devono essere megaprogetti o trovare l'ammmore della vita
Ti stai creando una condizione di benessere e serenità in questo caso... però forse ognuno ha la sua concezione di felicità...
Ci sta, le emozioni distraggono.
Attenta a non baciare mai un amico a una serata mentre stai scherzando altrimenti finisci che rimugini per 2 mesi per capire cosa è successo👀
IO ad una serata? tranquillo condizione impossibile
 
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