Si viaggiano perché sentono la pressione sociale dettata proprio dai social, devono far sapere al mondo che stanno sempre facendo qualcosa (rigorosamente storie e post su ig), altrimenti si sentono in difetto rispetto agli altri, mia cugina a 17 anni è andata già 2-3 volte all'estero, (viaggi in Italia nemmeno li conto)si rispecchia pienamente in questo discorso.Per questo li vedo come robot. Cioè viaggi, si ok tutto bello, ma per quale motivo? Per postare foto sui social e generare invidia o per andare a prendere cazzi per non essere giudicate. A 16-17 anni li spediscono per il mondo non per genuino amore per la cultura del viaggio e per la scoperta di altri popoli ma più che altro per quel desiderio di omologazione che la globalizzazione sta cementando, con notevoli ripercussioni sulle culture di appartenenza e sulla distruzione di altre. Tutte le foto sui social sono paese, ormai ti vomitano tutti i loro viaggetti che a nessuno frega più niente di andarsi a documentare sul posto che si visita, basta soltanto la frenesia del prendere l'aereo e partire, scattarsi le foto, pubblicare, aspettare i like e ripartire. Bella merda.
Ormai sono tutti completamente assorbiti dalla loro immagine dietro uno schermo piuttosto che la loro immagine reale...
Qualche mese fa' ero sul pullman e qualche posto davanti a me c'era una teen che aveva messo una storia su Instagram (un selfie di merda) e questa nell'arco di 20 minuti sarà andata almeno 10 volte sulle info della storia a controllare chi l'avesse guardata, in maniera quasi maniacale... Questo è quanto.